Solar energy

Negli ultimi anni le fake news riguardanti gli aspetti economici e ambientali dell’installazione di pannelli solari si sono moltiplicate. Ogni evidenza tecnica e scientifica, testimoniata da centinaia di impianti fotovoltaici in esercizio in Italia e nel mondo, conferma l’infondatezza delle informazioni false e fuorvianti sull’utilizzazione di questa importantissima risorsa energetica rinnovabile.

Purtroppo la mancanza di una corretta informazione non fornisce ai cittadini e imprese elementi sufficienti per poter fare delle scelte sostenibili e vantaggiose economicamente, c’è quindi ancora tanta strada da fare nel contrasto alla mistificazione e alla colpevolizzazione dei pannelli fotovoltaici.

Vediamo quali sono le fake news più diffuse che riguardano questo settore.

  1. L’ENERGIA SOLARE NON È SOSTENIBILE

L’energia solare tra quelle rinnovabili, è senza dubbio la più sostenibile. Il sole è una risorsa naturale, ne consegue che la corrente prodotta è assolutamente pulita e non inquina. Ad esempio, per ogni Kw prodotto in un’ora, si risparmiano circa 700 grammi di anidride carbonica immessa nel verde.

Il fotovoltaico è una tecnologia che consente di produrre energia in modo sostenibile, esattamente nel luogo in cui serve, senza sprechi e con bassi costi di distribuzione e di manutenzione.

La corrente elettrica può essere prodotta infatti anche da utenti privati e imprese, mediante l’installazione di impianti fotovoltaici domestici, condominiali o aziendali. La produzione di energia elettrica dal sole non comporta emissioni di gas serra e, soprattutto, rappresenta un ottimo investimento per ridurre anche il costo delle bollette della luce.

Un impianto fotovoltaico, installato su una superficie di circa 20 m2 di un tetto, riesce a coprire, in media, l’80% del fabbisogno di elettricità di una famiglia di quattro persone che abita in una casa unifamiliare.

Il fotovoltaico, a questo proposito, garantisce una produzione energetica in grado di coprire i fabbisogni aziendali in modo alternativo e rinnovabile, rendendosi autonomi dallo sfruttamento dei combustibili fossili.

2. IL FOTOVOLTAICO NON È CONVENIENTE

Il fotovoltaico oggi è conveniente, lo è molto nel residenziale e lo è anche nell’industriale.

Incentivi come il Superbonus 110%,  sgravi fiscali, bandi regionali, leggi specifiche, programmi e direttive a livello energetico, indicano la strada per il cittadino e l’imprenditore che vogliono attuare comportamenti virtuosi per la salvaguardia dell’ambiente con l’installazione di pannelli solari all’insegna dell’efficientamento energetico,

Uno tra gli aspetti fondamentali e vantaggiosi, è che lo Stato paga tutta l’energia prodotta dagli impianti, in quanto energia “verde”e “pulita”: quindi paga sia quella che viene consumata dall’azienda o dall’abitazione, sia quella in eccesso che viene immessa nella rete elettrica perché non direttamente consumata.

A rendere ancora più appetibile l’utilizzo dei pannelli fotovoltaici sono infatti gli incentivi statali al suo impiego: fino al 31 dicembre 2021 è possibile usufruire della detrazione fiscale del 50%. Sono state da poco approvate le proroghe  del Superbonus 110% e della Cessione del Credito di imposta come previsto dal Decreto Rilancio 2020, ma occorre prestare attenzione alle truffe e ai risvolti sgradevoli in cui si potrebbe incorrere in maniera inconsapevole.

Peraltro i pannelli solari di ultima generazione hanno rendimenti sempre migliori e il loro costo si è abbassato negli anni. Il costo di un impianto varia tra 2.000 euro/kW e 3.000 euro/kW per quanto riguarda l’ambito residenziale, a fronte dei 20.000 di una volta; la cifra scende a circa 1.500 euro/kW nel caso di impianti di grandi o medie dimensioni.

La struttura finanziaria di SunCity consente ai propri Partner di offrire ai loro clienti, le PMI con almeno 50.000kWh di consumi annui, la formula del Noleggio Operativo, di impianti rinnovabili e di efficienza energetica. SunCity supporterà finanziariamente il partner sostenendo fino al 100% dell’investimento. Attraverso il modello “Efficienza in bolletta” , SunCity prevede per i partner la possibilità di proporre ai propri clienti la realizzazione di Impianti Fotovoltaici e l’installazione di colonnine di ricarica elettrica con un pagamento “in bolletta”, senza nessun anticipo e nessun finanziamento, scegliendo una dilazione in 24 0 36 rate.

Inoltre, il configuratore di efficienza SunCity consente di predisporre in tempi rapidissimi un’offerta completa e su misura, sia sul piano tecnico che economico, guidando il cliente nella scelta del tipo di interventi di efficienza energetica più adatti alle sue necessità.

Con l’autoproduzione di energia elettrica è possibile rendere più competitiva la propria azienda sul mercato e migliorarne l’immagine, sottolineando il forte impegno sociale verso la sostenibilità ambientale.

3. INSTALLARE PANNELLI FOTOVOLTAICI È COMPLICATO

L’installazione di pannelli solari è un’operazione relativamente semplice. L’acquisto e l’installazione di impianto fotovoltaico è sicuramente la scelta migliore per risparmiare sulla bolletta e avere a disposizione un’energia pulita, ma è necessario fare le scelte giuste per non commettere errori che rischierebbero di annullare i vantaggi dell’impianto fotovoltaico

Infatti, nel campo dell’energia solare è fondamentale scegliere l’impianto di solare termico o fotovoltaico in base al proprio fabbisogno reale e alle esigenze dello stabile in cui verrà inserito. Per questa ragione diventa fondamentale trovare un partner che possa dare un supporto nella scelta e nel vaglio di tutte le possibili soluzioni.

Nella nostra Guida ai 5 errori da non commettere quando si sceglie un impianto fotovoltaico potrete trovare utili consigli per una soluzione su misura dei i progetti di efficienza e risparmio energetico.

SunCity mette a disposizione di ogni singolo cliente un team altamente preparato per fornire soluzioni che mettono al centro il fabbisogno reale e le esigenze dell’azienda partner e del luogo in cui verrà inserito. Per questa ragione SunCity offre accesso e utilizzo alla sua esclusiva piattaforma digitale per una molteplicità di funzioni, dalla qualifica dei tecnici, passando per la gestione dei lead e delle opportunità, fino alla richiesta e al rapido calcolo di offerte economiche.

4. IL FOTOVOLTAICO RICHIEDE UN’INGENTE MANUTENZIONE

Uno dei tanti vantaggi di un impianto fotovoltaico è che non necessita di particolare manutenzione, che risulta davvero minima perchè i pannelli solari si usurano molto poco.

Un sistema fotovoltaico ha una vita media di oltre 20 anni ma, come qualsiasi altra installazione, richiede una semplice manutenzione periodica (pulizia dei moduli, controllo delle protezioni elettriche etc). Grazie al monitoraggio da remoto è inoltre possibile eseguire un controllo continuo dell’impianto per verificarne costantemente le performance.

Per quanto riguarda, invece, i costi di sostituzione di quei componenti soggetti a usura, il più delicato è l’inverter la cui sostituzione, comunque, avviene in media ogni 10 anni con un costo di circa 250 euro per kW.

È importante ricordare che i moduli fotovoltaici devono essere coperti da un certificato di ispezione di fabbrica che attesti la loro data di produzione. Il certificato consentirà la verifica del rispetto della qualità del processo produttivo e dei materiali utilizzati e dovrà essere rilasciato da un organismo di certificazione accreditato secondo la norma EN 45011, riportando la regola sequenziale per identificare il sito produttivo mediante il numero di serie del modulo.

Un consulente di SunCity può valutare quale tipo di pannello sia più indicato e quale sia la spesa totale con il cliente, suggerire la soluzione più adatta per soddisfare il fabbisogno dell’impresa, nel rispetto della legge, e garantire la massima efficienza energetica al costo più competitivo oppure il cliente può fare un check up energetico gratuito attraverso il configuratore di efficienza Suncity.

5. IL FOTOVOLTAICO DANNEGGIA L’AGRICOLTURA 

La coesistenza tra produzione elettrica da pannelli solari e l’attività agricola non solo è possibile grazie all’agrivoltaico, che introduce la produzione fotovoltaica nelle aziende agricole integrandola con quella delle colture e con l’allevamento, ma armonizza la conservazione, se non addirittura l’incremento, di terreni ad uso agricolo, con la produzione di energia solare ecologica e arriva a stimolare il recupero di terreni agricoli abbandonati.

Gli impianti agro-fotovoltaici sono infatti sollevati dal suolo e distanti tra loro e garantiscono la permeabilità e l’insolazione dei terreni in continuità, senza andare in competizione con le coltivazioni. I pannelli fotovoltaici, che possono essere anche “mobili” a inseguimento solare, possono essere inoltre posizionati nei campi con altezze e secondo geometrie che consentono le lavorazioni agricole e il pascolo. Ne danno ampiamente prova casi concreti, non solo in Italia, che dimostrano anche come l’ombra generata dai moduli fotovoltaici sul suolo non riduca la resa agricola. Sono inoltre allo studio moduli fotovoltaici trasparenti che, grazie a un sistema che concentra la radiazione solare e a un dispositivo che ne modifica l’orientamento, riescono ad avere un’efficienza del 30% e permettono di regolare la quantità di luce che lasciano passare, che può arrivare fino al 78%.

Secondo il paper di Elettricità Futura e Confagricoltura, la sinergia tra produzione agricola ed energetica genera una lunga serie di benefici, che il Paese può e deve cogliere, in termini di ricadute economiche, attraverso la possibile creazione di imprese agricole energeticamente indipendenti, la rivitalizzazione delle attività agricole in aree oggi a bassa redditività e a rischio abbandono, nonché di recupero anche a fini energetici di aree abbandonate o attualmente incolte.

Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (indirizzate agli impianti fotovoltaici in aree agricole (agri-solare sugli edifici agricoli, agro-voltaico, comunità energetiche, ecc.) e le misure di semplificazione in tema di agro-voltaico contenute nel DL n. 77/2021 (cd. DL Semplificazioni ) nella versione approvata alla Camera rappresentano primi segnali positivi, ma c’è ancora molto da fare. Ora la vera sfida è quella di attuare gli obiettivi fissati dal PNRR sull’agrivoltaico, che prevedono a regime una capacità produttiva di oltre 1 GW, con 1,1 miliardi di investimento, ma soprattutto elaborare una strategia che permetta di raggiungere gli obiettivi fissati dal Green Deal al 2030, con un incremento della capacità rinnovabile stimabile in 70 GW, di cui 50 GW costituita da nuovi impianti fotovoltaici. 

6. IL FOTOVOLTAICO CONSUMA IL SUOLO

La crescita delle rinnovabili, si è scontrata spesso con la cosiddetta mentalità “nimby”, in particolare riguardo al consumo di suolo, un fenomeno che si basa su prese di posizione solitamente legate a una mancanza di conoscenza riguardo agli impianti. Come specificato da Andrea Zaghi, Direttore Generale di Elettricità Futura, gli impianti rinnovabili “devono essere realizzati dove le fonti sono più disponibili: è impensabile, ad esempio, costruire pale eoliche laddove non soffia vento o impianti fotovoltaici dove l’irraggiamento è più basso solo perché dove invece la presenza è maggiore ci sono contrarietà ideologiche all’installazione.” È inoltre necessaria una valutazione complessiva che “metta anche in evidenza i tanti benefici forniti al territorio dagli operatori attraverso i progetti, a partire dalle opere di compensazione e dai contributi compensativi. Ad esempio, per il settore elettrico raggiungere il Green Deal significa risparmiare almeno 50 milioni di tonnellate di CO2, produrre 90.000 nuovi posti di lavoro e 100 miliardi di euro di investimenti.

Il consumo di suolo si può fermare contenendo l’avanzare di asfalto e cemento, non contrastando gli impianti di energie rinnovabili. Il fotovoltaico ad oggi (in oltre 40 anni) ha realizzato circa 21.000 MW, utilizzando circa 40.000 ettari di cui meno della metà su terreni agricoli (i citati 145 km quadrati, cioè 14.500 ettari) ed il resto su tetti di case, capannoni, pensiline o altro. Per raddoppiare al 2030 la potenza installata, possono servire nei prossimi 10 anni altri 40.000 ettari, cioè meno dell’ 1% del Delta tra SAT (Superficie Agricola Totale) e SAU (Superficie Agricola Utilizzata) (Dati Istat).

7. IL FOTOVOLTAICO NON FUNZIONA QUANDO C’È BRUTTO TEMPO

Un sistema fotovoltaico produce elettricità anche quando il clima è nuvoloso. L’energia elettrica auto-prodotta durante il giorno può essere utilizzata di notte o in caso di maltempo grazie agli accumulatori. Chi ha un impianto fotovoltaico, attraverso i sistemi di accumulo di energia, potrà accumulare l’energia prodotta e riutilizzarla nei momenti in cui il l’impianto non la produce, ad esempio la notte.

In alternativa, è possibile usufruire dello scambio sul posto , arrivando addirittura a guadagnare oltre che risparmiare.

I sistemi di accumulo, permettono quindi di risolvere uno dei più grandi problemi che accomuna chi possiede un impianto fotovoltaico ovvero quella discontinuità di produzione di energia permettendo di diventare autosufficienti dal punto di vista energetico.

8. LO SMALTIMENTO DEI PANNELLI SOLARI È COSTOSO

Come già detto, la vita dei pannelli fotovoltaici è abbastanza estesa e si attesta sui 20-25 anni circa, è quindi molto più lunga di quasi tutti i beni di consumo. I pannelli sono riciclabili anche se, essendo composti da diversi elementi, richiedono un trattamento speciale che ha sì dei costi sia in termini economici che di impatto ambientale, ovvero di energia utilizzata per il riuso, ma che sono assimilabili a quello di qualsiasi industria chimica.

Qualora un impianto fotovoltaico finisca la propria vita utile, ci sono diversi programmi per il recupero dei materiali ferrosi presenti nei pannelli che vengono poi utilizzati per ulteriori realizzazioni. Sono inoltre allo studio nuovi materiali e tecnologie a più basso impatto ambientale.

Per quanto riguarda la gestione dei vecchi moduli il GSE ha elaborato le “Istruzioni operative per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati”, ai sensi dell’art. 40 D.lgs. 49/2014, che vanno conferiti ad un Centro di Raccolta, che è possibile individuare consultando il sito istituzionale del Centro di Coordinamento RAEE e per il proprietario dell’impianto l’operazione è gratuita.

Conclusioni

Per contrastare le fake news che riguardano il fotovoltaico e le altre energie rinnovabili è necessario che il paese si doti di una politica ambientale efficace. Oggi, in Italia le imprese che investono di più sull’ambiente sono anche quelle più competitive, che innovano di più e producono più posti di lavoro.

Inoltre, senza l’utilizzo di soluzioni tecnologiche come quelle dei pannelli solari a favore dell’ambiente e dell’uso consapevole e sostenibile dell’energia, si continuerà a consumare le risorse planetarie a un ritmo velocissimo e non sarà possibile contribuire alla transizione energetica, voluta dall’Europa e recepita dal Governo italiano entro il 2030, che indica chiaramente come la fonte fotovoltaica da sola dovrà arrivare a soppiantare almeno il 60% dell’attuale generazione da fonti termiche fossili.

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