3 consigli per risparmio energetico ed efficienza energetica

30, Ago 2023 | Efficienza energetica, NEWS DAL MONDO SUNCITY

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Risparmio energetico ed efficienza energetica sono al centro dell’attenzione di famiglie e imprese, soprattutto di fronte alla crisi energetica attuale: esistono numerosi accorgimenti e interventi che possono apportare dei vantaggi considerevoli, per ridurre la carbon footprint e le spese superflue attraverso una gestione più responsabile dell’energia elettrica e una maggiore attenzione alla sostenibilità. Si spazia dai piccoli gesti che non richiedono grandi investimenti o cambiamenti significativi, ma sono essenziali per ottenere un buon risparmio energetico, agli interventi di efficientamento energetico veri e propri come il Relamping, gli impianti fotovoltaici o l’efficientamento energetico degli edifici.

Ecco perché SunCity ha realizzato un semplice Vademecum con tanti spunti green per trasformare questo giorno in un’occasione per fare la differenza. E lo fa grazie al progetto INVERT che vuole rappresentare l’impegno a un’inversione rispetto a diffusi modi di lavorare che non operino nel rispetto dei massimi valori di salute, sicurezza e ambiente.

Tre le categorie che il Vademecum del progetto INVERT di SunCity indica come le basi da cui partire:

1. Gestione e Risparmio energetico o dell’energia elettrica 

2. Utilizzo e sostituzione della plastica con materiali più ecologici

3. Gestione dei (non) rifiuti e la raccolta differenziata

SunCity riparte dall’impegno di ciascuno per l’ambiente, ricordandone l’importanza e la necessità di proteggerlo e contribuisce alla sensibilizzazione di questo importante messaggio pubblicando la strategia delle 5R (leggi qui 5 idee per produrre meno rifiuti) . La gestione sostenibile delle Risorse passa infatti attraverso la strategia delle 5 R come RIDUZIONE, RIUSO, RICICLO, RACCOLTA E RECUPERO.

Riduzione, riuso e riciclo sono le priorità: seguendo questa gerarchia, la riduzione dei rifiuti dovrebbe essere sempre la prima priorità. Ridurre vuol dire in primo luogo effettuare una rigorosa prevenzione e riduzione alla fonte. La seconda migliore opzione è quella di riutilizzare i prodotti. Questo include anche la preparazione per il riutilizzo, Poi, la terza priorità è il riciclo dei materiali. Da non dimenticare è la call-to-action alla raccolta e il recupero dei materiali sia quelli riciclabili che non. Tante le idee da mettere in moto.

1.Gestione e risparmio dell’energia elettrica

Gli sprechi energetici negli ambienti di lavoro causano un impatto negativo sia dal punto di vista economico che ambientale, gravando sui costi aziendali e peggiorando l’impronta ecologica dell’impresa. Per evitarlo, è fondamentale rendere più efficienti le proprie sedi (uffici/magazzini) adottando una serie di buone pratiche a supporto di una gestione più responsabile dell’energia e una maggiore attenzione alla sostenibilità. L’efficienza energetica è ancora più importante oggi dinnanzi al fenomeno del caro bollette. 

Azioni concrete:

  1. Spegnere luci, dispositivi (pc, telefono, doppio schermo), spie in stand-by e alimentatori se non servono. Altrimenti si tratta di spreco puro, che paghiamo a caro prezzo;
  2. Preferire lampadine a risparmio energetico (LED) in sostituzione di quelle ad incandescenza o CFL. Con le lampadine ad alta efficienza energetica il risparmio sarà fino all’80% in più; il Relamping è una attività di efficientamento energetico che consiste nella sostituzione delle lampade tradizionali con punti luce a LED. L’illuminazione LED ha un posto di primo piano nella svolta ecologica. Il LED, infatti, permette di risparmiare energia, ridurre le emissioni di CO2 e avere una migliore qualità di luce.
  3. Cambiare i dispositivi elettronici energivori con quelli avente una classe energetica elevata, A+, A++ e A+++ significa assicurare ottime performance per gli elettrodomestici e di risparmio energetico;
  4. Stampare solo se necessario, accendere la stampante solo quando serve, spegnerla dopo ogni utilizzo, soprattutto a fine giornata;
  5. Ricordarsi di attivare la funzione di risparmio energetico quando si usa il pc e disattivare il salvaschermo;
  6. Impostare la temperatura non superiore o inferiore a 5° rispetto a quella dell’ambiente esterno, sfruttare la funzione deumidificatrice del condizionatore d’estate e non tenere contemporaneamente le finestre aperte; anche abbassare le tapparelle può essere un consiglio utile per non far entrare il calore delle ore più calde. In questo modo è possibile ridurre notevolmente i costi.

2.Gestione, utilizzo e sostituzione della plastica

Cerchiamo di adottare consapevolezza nell’uso della plastica anche nell’ambiente lavorativo senza però demonizzare le sue funzionalità, per un benessere non solo quotidiano ma di lunga durata.

Le microplastiche stanno mettendo a rischio interi ecosistemi, hanno dimensioni estremamente ridotte (pochi micron) e le troviamo praticamente ovunque: la terra, gli oceani, l’aria che respiriamo, cibo e bevande, sono piene di triliardi di queste particelle provenienti da bottiglie, reti, sacchi, posate e qualsiasi altro oggetto plastico. Diversi studi hanno dimostrato che le microplatiche entrano e permangono, con lunghi tempi di degradazione, all’interno dello stesso corpo umano.

L’allarme sulle microfibre di plastica nell’acqua dei rubinetti, rilancia, in modo forte e chiaro, la lotta a uno spreco enorme che facciamo ogni giorno: dobbiamo ridurre il consumo di plastica.

Azioni concrete:

  1. Eliminare l’usa e getta in plastica della pausa pranzo/caffè (bicchieri, bottiglie, stoviglie, palette, recipienti vari), ma anche le cannucce, le buste della spesa e per il nostro balcone i vasi in plastica, che tra l’altro non consentono alle radici la migliore respirazione;
  2. Incentivare dipendenti e visitatori all’utilizzo di una propria tazza o borraccia per le proprie bevande. Portare la propria bottiglia riutilizzabile e riempirla quando è necessario. Stesso discorso per le tazze;
  3. Ripensare il rifornimento per l’ufficio (cancelleria, oggettistica, prodotti per l’igiene più sostenibili e senza packaging) e non utilizzare plastica monouso durante eventi aziendali;
  4. Eliminare i boccioni e/o la vendita di bottiglie di plastica dai distributori sostituendo la fornitura con distributori di acqua alla spina allacciati alla rete idrica;
  5. Disincentivare l’uso delle buste in plastica (anche le compostabili/biodegradabili) fornendo ai propri dipendenti e partner shopper e/o zainetti in fibre naturali;
  6. Incentivare l’utilizzo della carta riciclata; dalla carta si può ottenere semplicemente altra carta e con la produzione della carta riciclata riduce il taglio di nuovi alberi per produrre carta. Il suo utilizzo porta dunque benefici e rilancia progetti sostenibili.

3.Gestione dei (non) rifiuti e raccolta differenziata

Il concetto di responsabilità condivisa prevede che tutti – imprese, pubblica amministrazione, consumatori – concorrano al raggiungimento degli obiettivi generali relativi alla gestione, raccolta e riciclo delle materie. Discariche e inceneritori, costituiscono la destinazione ultima dei rifiuti non recuperabili in altro modo, ma troppo spesso ci dimentichiamo di ottimizzare l’uso delle risorse o che il rifiuto è valorizzabile sotto il profilo economico, diventa materia seconda: lo scarto di un produttore si trasforma in materia prima (seconda) per un altro.

La raccolta differenziata finalizzata al riciclo o al recupero è una soluzione che consente di ridurre il volume di rifiuti da destinare in discarica, di risparmiare materie prime, energia e costi.

Azioni concrete:

  1. Definire una policy aziendale per acquisti più consapevoli. Le scelte di acquisto e di consumo sono di fondamentale importanza per la sostenibilità, sia sotto il profilo ambientale sia da un punto di vista sociale. Adottare politiche di sostegno alle modalità di acquisto sostenibile, come i mercati a chilometro zero, o privilegiare l’acquisto e la vendita di prodotti che rispettano l’ambiente e il lavoro.
  2. Applicare la regola delle 4R quotidianamente: Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero. Il primo passo è produrre meno rifiuti. Siamo dunque chiamati a un uso responsabile dei beni che scegliamo di acquistare, imparando ad allungare la vita ai prodotti, avendone cura, riparandoli, immettendoli, per quei beni per cui ciò è possibile, in un circuito virtuoso di donazione, scambio o compravendita di beni usati che possono avere una “seconda” vita.
Da un punto di vista produttivo, invece, le aziende sono impegnate in scelte responsabili e innovative, efficienti dal punto di vista sia del consumo energetico, sia dell’utilizzo di materiali e materie prime, e, in particolare in merito agli imballaggi, sono chiamate a una forte riduzione del loro impatto ambientale, puntando su confezioni e packaging ecologici, chiaramente identificabili e facilmente riciclabili.
  3. Informarsi sulle politiche di raccolta e riciclo del comune di appartenenza. Quando un oggetto o un imballaggio deve essere eliminato, la raccolta differenziata è la via per ridare nuova vita alle risorse impegnate nella produzione. Un passo fondamentale per un uso più consapevole e per la riduzione degli scarti destinati alle discariche e agli inceneritori. Effettuare una corretta raccolta differenziata permette di ridurre l’impatto ambientale delle proprie azioni quotidiane e di sfruttare le risorse in modo responsabile e sostenibile.
  4. Saper riconoscere i simboli di riciclabilità e dei materiali in genere. Sono tanti i simboli presenti sulle confezioni e sugli imballaggi che forniscono informazioni per differenziare in modo corretto il materiale riciclabile. Con un po’ di attenzione ai materiali e ai simboli sulle confezioni, spesso ci si rende conto che gli oggetti recuperabili sono più di quanti pensassimo.
  5. Non disperdere/abbandonare i propri rifiuti; Disperdere i rifiuti nell’ambiente, oltre ad abbruttire il paesaggio, può comportare danni a lungo termine a cui spesso è difficile rimediare, soprattutto in ambienti complessi e fragili come i boschi montani.
  6. Non gettare per terra i mozziconi di sigaretta. Ogni anno, in Italia 14 miliardi di mozziconi di sigarette finiscono nell’ambiente. Da oltre 30 anni i mozziconi di sigaretta sono il rifiuto più comune al mondo: costituiscono fino al 90% dei rifiuti e spesso sono indicati come uno dei principali inquinanti di strade urbane e spiagge. Gettare i mozziconi a terra non è solo un’azione che inquina l’ambiente: è anche un gesto contro la legge. È infatti vietato disperdere nell’ambiente mozziconi e rifiuti di prodotti da fumo, oltre a rifiuti come fazzoletti di carta, gomme da masticare o scontrini. Si tratta di gesti che provocano degrado, punibili per legge.

Questi sono i suggerimenti più utili che SunCity ha pensato di includere nel suo VademecumL’utilizzo responsabile dell’acqua, l’attenzione al consumo di energia elettrica o la riduzione nel consumo di plastiche sono solo alcuni dei comportamenti quotidiani da adottare.
Un utile reminder delle buone abitudini per sostenere e rafforzare il senso di responsabilità individuale a favore dell’ambiente, stimolando tutti a cambiare le proprie abitudini, risvegliando una coscienza ambientale collettiva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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