Caro Bollette, in arrivo un nuovo decreto energia da 5-7 miliardi

14, Feb 2022 | Efficienza energetica

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È atteso per questa settimana il cosiddetto “Decreto energia” che dovrebbe prevedere fondi tra i 5 e i 7 miliardi contro il caro bollette a sostegno di imprese e famiglie. Aziende e cittadini  attendono di capire con quale modalità e in che portata si potrà beneficiare della misura.

Il costo dell’energia elettrica dall’inizio dell’anno è raddoppiato (+55%) e al suo fianco è cresciuto anche il gas (+41,8%), creando notevoli disagi alle famiglie e imprese italiane. Il premier Draghi ha quindi annunciato settimana scorsa che vi sarà un nuovo decreto-energia di “ampia portata” e senza “scostamento di bilancio” ovvero senza aumentare il debito. Il nuovo intervento potrebbe ammontare ad una somma tra i 5 e i 7 miliardi: posto lo stanziamento inserito nella Legge di Bilancio, dovrebbero aggiungersi circa 1,5 miliardi dalla tassazione degli extraprofitti realizzati dagli impianti a fonti rinnovabili e altri potrebbero arrivare dalla devoluzione delle somme di incasso delle aste di Co2 alla riduzione delle bollette.

Il DL Sostegni approvato dal Consiglio dei Ministri  del 21.1.2022 prevede, a favore delle imprese, un intervento stimato in 1,7 Miliardi di €, volto a contenere l’aumento dei costi delle bollette. Ma il decreto Sostegni contiene anche una norma ( l’art. 16) che va a colpire gli extra profitti delle rinnovabili, e che ha causato le proteste delle associazioni del settore energetico, che chiedono che venga modificata in fase di conversione in legge.

Italia Solare esprime grande preoccupazione per il DL Sostegni appena pubblicato che stabilisce, di fatto, un prelievo forzato alle società che producono energia da fonti rinnovabili senza nessuna possibilità di compensazione o restituzione. Sebbene temporaneo, il DL rappresenta un cambio delle regole del mercato elettrico e crea una perdita di credibilità del Paese verso gli investitori che oggi più che mai sono chiamati a realizzare la transizione energetica investendo in nuovi impianti rinnovabili”, commenta Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Italia Solare.

In riferimento all’ intervento governativo sugli extra profitti delle imprese energetiche, Agostino Re Rebaudengo,Presidente Elettricità Futura, afferma: Con misure di questo tipo, il rischio è che per prendere cento si possa avere un danno di mille per la minore valorizzazione delle aziende (molte partecipate dallo Stato). Tale scelte fanno diminuire l’interesse a investire in Italia, riducendo la concorrenza e facendo alzare costi.  Per abbassare stabilmente il costo dell’energia dobbiamo accelerare con le rinnovabili, come diciamo da anni e come ha affermato anche la Presidente della Bce Lagarde”.

Il ricorso all’energia rinnovabile è infatti imprescindibile per contrastare gli aumenti del costo della luce e del gas e del caro energia. Il costo della bolletta elettrica nazionale è salito perché è aumentato di quattro volte il prezzo del gas rispetto alla media degli ultimi anni (oggi è circa 85 €/MWh a fronte di 20 €/MWh in media negli scorsi anni) con cui viene prodotta la maggior parte dell’elettricità.

L’aumento stimato da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, nel comunicato stampa del 30 dicembre 2021 è del 65 per cento della bolletta dell’elettricità e del 59,2 per cento di quella del gas.“La soluzione a medio lungo termine è permettere a cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione di fare contratti di lungo periodo per l’acquisto di energia rinnovabile che offrono al consumatore una fornitura duratura e continua di energia sostenibile a un prezzo certo perché sganciato dalla volatilità dei prezzi sul mercato” conclude Re Baudengo.

Sul tavolo del Governo, rimane poi l’altro spinoso problema quello della cessione del credito, che sembra essere lontano da una soluzione, sebbene il mondo associativo e imprenditoriale sia in netto contrasto alla misura che ha eliminato la cessione multipla del credito e invochi un ritorno alla possibilità di cedere il credito anche più volte, almeno tra banche già sottoposte alla vigilanza di Bankitalia e tra istituti dello stesso gruppo.

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