Comunità Energetiche Rinnovabili: l’UE approva, incentivi e contributo a fondo perduto CER

13, Dic 2023 | Efficienza energetica, eventi

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Novità positive per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): il 22 novembre scorso la Commissione Europea ha approvato il decreto italiano per l’incentivazione alla diffusione dell’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, sono dunque in arrivo incentivi e contributo a fondo perduto CER.

Lo ha annunciato il MASE in una nota, spiegando che la potenza che potrà essere finanziata sarà pari 5 Gigawatt entro la fine del 2027 e che il soggetto gestore della misura è il GSE, che valuterà i requisiti di accesso ai benefici ed erogherà gli incentivi e che, su istanza dei soggetti interessati, potrà eventualmente verificare l’ammissibilità in via preliminare.

«Siamo molto soddisfatti del via libera della Commissione Europea al Decreto italiano sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Ora che si sono superati questi ostacoli ci aspettiamo una rapida pubblicazione del decreto affinché le CER possano essere rapidamente operative e far imboccare al nostro Paese, anche grazie al grande interesse fino ad ora dimostrato da tutti, la direzione di una decarbonizzazione che possa generare benefici diffusi, soprattutto per cittadini e imprese. – dichiara il Presidente del Coordinamento FREE, Attilio Piattelli, commentando le notizie sulle CER provenienti dal MASE e dalla Commissione Europea – Notiamo con piacere che non ci sono differenze sostanziali rispetto alle bozze circolate in questi mesi, se non il limite che impone un tetto ai benefici per le imprese in caso di superamento di determinate soglie di condivisione dell’energia. In tal caso la destinazione dei benefici economici conseguenti potrà essere solo a favore di membri o soci delle CER, diversi dalle imprese, e/o per finalità sociali aventi ricadute sui territori ove sono ubicati gli impianti. Tutto il resto del provvedimento sembra rimanere invariato, ma è necessario emanare rapidamente, oltre al Decreto, anche il bando da 2,2 miliardi di euro a favore dei piccoli comuni previsto dal PNRR».

«Un suggerimento che ci sentiamo di offrire è quello di monitorare lo sviluppo delle CER nelle aree metropolitane. Infatti, per quel che riguarda il criterio geografico limitato all’appartenenza della stessa cabina primaria di consumatori facenti parte della CER e degli impianti di produzione, si segnala che, pur riconoscendone una logica di ottimizzazione del carico sulle reti, l’applicazione nelle grandi città potrebbe trovare qualche difficoltà per le poche superfici a disposizione per la realizzazione degli impianti di produzione. – prosegue Piattelli – In tal caso, in futuro potrebbe valere la pena, solo per le aree metropolitane e dopo un primo periodo di attuazione del decreto, ipotizzare di estendere il perimetro delle cabine primarie anche ad aree limitrofe alle città per inglobare, zone industriali e artigianali con maggiori superfici a disposizione. Le aree metropolitane hanno bisogno delle CER perché queste faciliterebbero certamente l’elettrificazione dei consumi domestici e della mobilità ma anche perché potrebbero svolgere un ruolo rilevante a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione, che spesso si trovano nelle periferie dei grandi centri abitati. Come sempre il Coordinamento FREE è a disposizione delle istituzioni per fornire il proprio contributo».

Decreto Comunità Energetiche: incentivi e contributo a fondo perduto CER

Il decreto italiano è incentrato su due misure:

-una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa e

-un contributo a fondo perduto.

La potenza finanziabile, come già detto, è pari a cinque Gigawatt complessivi, con un limite temporale a fine 2027.

È inoltre previsto per le Comunità realizzate nei comuni sotto i 5.000 abitanti, un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili in relazione all’investimento effettuato per realizzare un nuovo impianto o per potenziarne uno esistente. Questa misura è finanziata con 2,2 miliardi dal PNRR, con l’obiettivo di realizzare una potenza complessiva di almeno 2 Gigawatt. Il contributo a fondo perduto potrà di essere cumulato con la tariffa incentivante entro limiti definiti.

I benefici previsti riguardano tutte le tecnologie rinnovabili, quali ad esempio il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico e le biomasse.

Incentivi CER: chi può accedere

Il decreto legislativo n. 199 del 2021 stabilisce che l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da impianti FER e inseriti in configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia, può essere riconosciuta a:

• Comunità energetiche rinnovabili
• Sistemi di autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili
• Sistemi di autoconsumo individuali di energia rinnovabile a distanza che utilizzano la rete elettrica di distribuzione

Per le CER, i destinatari del provvedimento possono essere gruppi di cittadini, condomìni, piccole e medie imprese, ma anche enti locali, cooperative, associazioni ed enti religiosi.

Requisiti di accesso agli incentivi CER

I requisiti di accesso alla tariffa incentivante sono:

  • Potenza massima del singolo impianto, o dell’intervento di potenziamento, non superiore a 1 MW
  • Le Comunità energetiche rinnovabili risultano costituite alla data di presentazione della domanda di accesso agli incentivi
  • Gli impianti di produzione e i punti di prelievo facenti parte le CER sono connessi alla rete di distribuzione tramite punti di connessione facenti parte dell’area sottesa alla medesima cabina primaria
  • Le CER o le altre configurazioni di condivisione dell’energia assicurano:

-completa, adeguata e preventiva informativa a tutti i consumatori finali sui benefici loro derivanti dall’accesso alla
tariffa
-una rendicontazione annuale dei benefici conseguenti all’applicazione della tariffa premio facoltativamente in via
preliminare con il Gestore Servizi Energetici (GSE) se il progetto può essere ammesso all’incentivo

  • in caso di superamento di determinate soglie di condivisione dell’energia, destinazione dei benefici economici conseguenti a membri o soci delle CER diversi dalle imprese e/o utilizzo dei medesimi per finalità sociali aventi ricadute sui territori ove sono ubicati gli impianti.

Come presentare la domanda per gli incentivi CER

La procedura di accesso per il riconoscimento della tariffa incentivante stabilisce che la presentazione della relativa domanda al GSE vada fatta entro i 120 giorni successivi alla data di entrata in esercizio degli impianti.

Questi gli step:

  • Individuazione di un’area dove realizzare l’impianto e altri utenti con cui associarsi connessi alla stessa cabina primaria.
  • Creazione di una CER con uno Statuto o un atto costitutivo, che abbia come oggetto sociale prevalente i benefici ambientali, economici e sociali.
  • Verifica facoltativa in via preliminare con il Gestore Servizi Energetici (GSE) se il progetto può essere ammesso all’incentivo.
  • Ottenimento dell’autorizzazione a installare e connettere il mio impianto alla rete, per renderlo operativo.
  • Richiesta dell’incentivo al GSE.

Contributo a fondo perduto 

Riguarderà invece solo le comunità energetiche realizzate nei comuni sotto i 5000 abitanti, la misura che permette l’erogazione di contributi a fondo perduto fino al 40% dellinvestimento. L’intervento può riguardare sia la realizzazione di nuovi impianti che il potenziamento di impianti già esistenti: in questo caso la misura è finanziata con 2,2 miliardi di euro del PNRR fino al 30 giugno 2026 e punta a realizzare una potenza complessiva di almeno 2 giga watt e una produzione indicativa di almeno 2.500 gigawattora ogni anno. Chi otterrà il contributo a fondo perduto potrà chiedere di cumularlo con lincentivo in tariffa.

Spese ammissibili e massimali di investimento contributo PNRR:

Sono ammissibili le seguenti spese:
▪ realizzazione di impianti a fonti rinnovabili
▪ fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo
▪ acquisto e installazione macchinari, impianti e attrezzature hardware e software
▪ opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento
▪ connessione alla rete elettrica nazionale
▪ studi di prefattibilità e spese necessarie per attività preliminari
▪ progettazioni, indagini geologiche e geotecniche
▪ direzione lavori e sicurezza
▪ collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo essenziali
all’attuazione del progetto

Le ultime quattro voci di spese di cui sopra sono finanziabili in misura non superiore al 10% dell’importo ammesso a finanziamento.

Limiti del costo di investimento massimo:
▪ 1.500 €/kW, per impianti fino a 20 kW;
▪ 1.200 €/kW, per impianti di potenza superiore a 20 kW e fino a 200 kW;
▪ 1.100 €/kW per potenza superiore a 200 kW e fino a 600 kW;
▪ 1.050 €/kW, per impianti di potenza superiore a 600 kW e fino a 1.000 kW.

-Riconoscimento del contributo entro il 31 dicembre 2025 (milestone PNRR)
-Entrata in esercizio entro diciotto mesi dalla data di ammissione al contributo e comunque non oltre il 30 giugno 2026 (target PNRR)

Per maggiori informazioni su Come si costituiscono le Comunità Energetiche Rinnovabili? leggete il nostro approfondimento qui. 

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