“Comunità rinnovabili 2022”: appena 1351 MW installati nel 2021

22, Ago 2022 | Efficienza energetica, NEWS DAL MONDO SUNCITY

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In Italia non decollano gli impianti da fonti rinnovabili: sono 1,35 milioni (60 GW di potenza complessiva), appena 1351 MW installati nel 2021 secondo il Rapporto “Comunità rinnovabili 2022” di Legambiente che commenta: si tratta di “numeri insufficienti che rischiano di farci raggiungere l’obiettivo di 70 GW al 2030 tra 124 anni”.

Da un lato un Paese costituito da un grande fermento, fatto di Amministrazioni pubbliche, imprese e territori che si muovono in tante direzioni diverse per realizzare impianti da fonti rinnovabili: dai piccoli impianti domestici, alle comunità energetiche fino ai grandi impianti industriali. Dall’altro, numeri che si confermano sconfortanti rispetto alla capacità potenziale di realizzazione, agli obiettivi climatici al 2030 e alle mancate opportunità di innovazione e di welfare strutturale per imprese e famiglie. Questa la fotografia di un’Italia a due facce offerta dalla XVI edizione di Comunità Rinnovabili, lo storico rapporto di Legambiente che dal 2006 racconta, anno per anno, non solo lo sviluppo dal basso delle diverse fonti rinnovabili in Italia, ma anche quanto di buono si muove nei territori.

A causa dell’impennata dei prezzi dell’energia le comunità energetiche avrebbero dovuto avere la strada spianata. Invece, sono tuttora assenti dei riferimenti normativi certi per incentivare la formazione delle comunità energetiche rinnovabili, e con la crisi di governo tutto rischia di slittare ulteriormente.

«Non bastano le buone intenzioni e le parole. Sulle comunità energetiche bisogna passare ai fatti, con concretezza e rapidità – dichiara il Presidente del Coordinamento FREE, Livio de Santoli – I fatti sono l’emanazione dei decreti attuativi per le Cer che sono necessari per dare certezze ai tanti cittadini che non attendono altro, per avviarsi verso un percorso virtuoso fatto di decarbonizzazione, di risparmio economico e di socializzazione dell’energia. Tre ingredienti dei quali in questa fase l’Italia ha assoluta necessità». Si tratta dei decreti attuativi sulla 199 – il decreto 199/2021 che attua in Italia la direttiva rinnovabili, la cosiddetta RED II, ndr – che dovrebbe definire le aree idonee rispetto agli impianti oltre ai decreti attuativi sulle comunità energetiche comprensivi degli incentivi e legati ai decreti attuativi di ARERA (l’Autorità per l’energia).

La situazione in Italia delle Comunità Energetiche Rinnovabili

In Italia, secondo il dossier, sono presenti almeno 1,35 milioni di impianti da fonti rinnovabili, distribuiti in tutti i Comuni italiani per una potenza complessiva di 60,8 GW, di cui appena 1,35 GW installata nel 2021 tra idroelettrico, eolico e fotovoltaico. In termini di produzione, il contributo complessivo portato dalle fonti rinnovabili al sistema elettrico italiano è arrivato, nel 2021 a 115,7 TWh, facendo registrare un incremento di appena 1,58% rispetto al 2020.

Un trend decisamente al di sotto di quelli che dovrebbero essere gli obiettivi annuali, causato dalla pandemia, ma anche e soprattutto dal sistema farraginoso di rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione dei progetti.

Numeri in crescita, invece, per le nuove opportunità di autoproduzione e scambio di energia attraverso le Comunità Energetiche da fonti rinnovabili: 100 quelle complessivamente mappate da Legambiente in queste ultime 3 edizioni del Rapporto, tra realtà effettivamente operative (35), in progetto (41) o che muovono i primi passi verso la costituzione (24). Tutte raccolte nella Mappa presente sul sito comunirinnovabili.it e realizzata in collaborazione con Esri Italia e ActionGis. Tra queste 59 le nuove, censite tra giugno 2021 e maggio 2022, che vedono il coinvolgimento di centinaia di famiglie, decine di Comuni e imprese, di cui 39 sono Comunità Energetiche Rinnovabili e 20 Configurazioni di Autoconsumo Collettivo.

“I numeri raccolti dalla nuova edizione del rapporto si confermano drammaticamente insufficienti per affrontare il caro bollette e l’emergenza climatica, per liberarci dalla dipendenza dall’estero— ha commentato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – e soprattutto rischiano di farci raggiungere l’obiettivo di 70 GW di nuovi impianti a fonti rinnovabili al 2030 tra 124 anni, se calcoliamo la media di installazione degli ultimi tre anni, pari a 0,56 GW. Il Governo italiano segua l’esempio del programma europeo Repower EU, smetta di lavorare dando priorità alla diversificazione dei paesi da cui acquistare il gas fossile e climalterante; si concentri invece sulla semplificazione dell’iter autorizzativo e sulla certezza delle regole per consentire alle aziende del settore di investire 80 miliardi di euro e realizzare in 3 anni 60 GW di nuova potenza, come proposto da Elettricità Futura, in grado di sostituire il 70% del gas russo. È il momento di cambiare registro per risolvere l’incomprensibile ostracismo di uffici ministeriali, Regioni, Comuni, Sovrintendenze, comitati cittadini e di alcune sigle ambientaliste perché le famiglie, le imprese e il Pianeta non possono più attendere”.

Il Vademecum CER di SunCity e i dati delle fonti rinnovabili dei Comuni italiani

SunCity ha realizzato un Vademecum sulle Comunità Energetiche  in cui risponde ai quesiti più importanti sulle CER e racconta come la transizione ecologica ed energetica passi infatti anche attraverso i piccoli comuni in cui stanno crescendo oggi le esperienze che raccontano come una rivoluzione per il nostro sistema energetico sia possibile grazie ad innovazione e autoproduzione da rinnovabili. Ad esempio, il progetto implementato da A2A e SunCity, a fianco di Acea, Hera e Iren, ed Impresa21, promotore di una nuova cultura d’impresanel piccolo borgo abruzzese di Gagliano Aterno: insieme a questi partner, Suncity, leader del settore del solare sui tetti e dell’efficienza energetica, ha realizzato un primo progetto di comunità energetica situata sulla superficie dell’Antico Fontanile dove sarà realizzato inizialmente un impianto fotovoltaico da 20 kW, che prevede un ampliamento fino a 200kw.

Nel rapporto di Legambiente sono 40 i Comuni 100% rinnovabili e 3.493 quelli 100% elettrici. Numeri importanti, che raccontano un potenziale di autoconsumo che potrebbe trasformare il nostro sistema energetico proprio a partire da queste realtà. Così come i numeri di diffusione delle singole tecnologie: 7.127 i Comuni con almeno un impianto solare termico, 7.855 i Comuni con impianti solari fotovoltaici in cui sono distribuiti 22,1 GW di potenza, 1.054 Comuni in cui è presente almeno un impianto eolico con 11,2 GW, 1.523 Comuni in cui è presente almeno un impianto idroelettrico, per complessivi 23 GW. E ancora 4.101 Comuni delle bioenergie e 942 Comuni della geotermia (tra alta e bassa entalpia). Rispetto ai Piccoli Comuni (sotto il 5mila abitanti), a cui il PNRR mette a disposizione 2,2 miliardi per la costituzione proprio delle CER, 38 i Piccoli Comuni 100% rinnovabili, 9 quelli che presentano i migliori risultati in termini di mix energetico; 2.271 i Piccoli comuni 100% elettrici, in grado di produrre più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie residenti grazie ad una o più fonti pulite e 772 i piccoli comuni la cui produzione di energia da fonti rinnovabili varia tra il 50 e il 99%.

Autorizzare entro il 2023 90 GW di rinnovabili

Aggiornare il PNIEC con i nuovi obiettivi di decarbonizzazione, autorizzare entro il 2023 progetti di nuovi impianti a fonti rinnovabili per 90 GW di potenza installata. Semplificare e rendere trasparenti i processi autorizzativi, dando non solo certezza negli investimenti alle imprese, ma anche ai territori con una procedura che permetta ai cittadini di essere informati e confrontarsi sui progetti. Sono alcune delle proposte di Legambiente per sostenere lo sviluppo delle rinnovabili in Italia.

Servono poi regole che permettano il corretto sviluppo degli impianti agrivoltaici ed eolici offshore, promuovendo una grande campagna di informazione. Risulta necessario uno sforzo delle aziende del settore nel comprendere l’importanza della miglior integrazione possibile, andando oltre semplici indicazioni di legge. Inoltre, risulta strategico fare in modo che, lo sviluppo del nuovo sistema energetico basato sulle fonti rinnovabili, sia un’opportunità anche per affrontare i problemi sociali del nostro Paese, partendo da una campagna di solarizzazione di tutti i tetti (pubblici e privati) fino allo sviluppo di comunità energetiche, specie quelle con specifiche finalità sociali. A questo proposito sono numerose le urgenze da affrontare: che il Governo e le Autorità definiscano al più presto tecnicalità e incentivi indispensabili, che nei bandi del PNRR destinati ai piccoli comuni si faccia uno sforzo reale per renderli compatibili con il loro sviluppo, semplificando le modalità di concessione di finanziamenti e rendendo i congrui i tempi per la risposta ai bandi; che si completi finalmente il processo di semplificazione delle autorizzazioni, evitando che progetti approvati e finanziati siano poi bloccati dalla burocrazia e dalle sovrintendenze.

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