Conviene la macchina elettrica o quella a motore diesel?

18, Feb 2022 | Efficienza energetica

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Aggiornamento 21 febbraio 2022 sugli incentivi per l’acquisto delle macchine elettriche

Novità per gli incentivi auto elettriche e ibride nel nuovo Decreto Bollette approvato dal Consiglio dei Ministri il 18 febbraio 2022: è previsto un fondo da 1 miliardo all’anno fino al 2030 per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi.

I fondi saranno stanziati con l’obiettivo di favorire la transizione verde, la ricerca, la riconversione e riqualificazione dell’industria del settore automotive. Per gli incentivi all’acquisto di veicoli non inquinanti, come le auto elettriche e ibride, bisognerà attendere la pubblicazione del testo del decreto in Gazzetta Ufficiale, e i decreti attuativi che renderanno operativa la misura entro i 30 giorni successivi all’entrata in vigore della stessa.

Nei prossimi articoli vi faremo sapere tutti i dettagli.


L’eterno paragone tra auto elettriche e le convenzionali alimentazioni a motore, il diesel e il benzina, sembra non avere né vincitori né vinti: gli argomenti a favore di una o dell’altra parte, sono molteplici e spaziano dai consumi fino ai costi di acquisto o gestione nel lungo periodo, senza tralasciare il fattore green, ovvero il prezzo pagato dall’ambiente e dalla qualità dell’aria che respiriamo. C’è chi sostiene che le auto a batteria siano molto più costose delle auto tradizionali, tra prezzo d’acquisto e costi veri di gestione. Altre fonti invece parlando di come i costi di un’auto elettrica siano decisamente inferiori rispetto a quelli di un’auto termica. Qual’è la verità?

Stop alle auto a benzina, diesel e gas dal 2035

Tenendo in considerazione tutte le variabili, è difficile stabilire se per l’automobilista convenga la macchina elettrica o quella a motore diesel, ma facciamoci una domanda: perché dal 2035 l’Unione Europea ha stabilito che saranno vietate le vendite di automobili nuove alimentate a benzina, gasolio, gas?
L’agenda di Bruxelles è chiara. Tramite la legge sul clima, l’Unione Europea si è impegnata a ridurre del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030 e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Quindi le emissioni di CO2 derivanti dal trasporto stradale dovranno ridursi del 55% a partire dal 2030 e del 100% a partire dal 2035. Ciò significa che tutte le nuove auto immatricolate a partire dal 2035 dovranno essere a zero emissioni (quindi a propulsione elettrica o idrogeno), e non potranno più essere vendute auto nuove a benzina o diesel, metano o Gpl, incluse le ibride.

Da un recente rapporto McKinsey&Company: «Nell’Unione Europea […] si prevede la costruzione di circa 24 nuove giga-fabbriche di batterie per soddisfare la domanda locale per veicoli elettrici per passeggeri. Con oltre 70 milioni di veicoli elettrici in circolazione entro il 2030, l’industria dovrà installare un gran numero di punti di ricarica pubblici e fornire loro operazioni di manutenzione. La produzione di elettricità rinnovabile deve aumentare del 5% per soddisfare la domanda dei veicoli elettrici».

L’infrastruttura di ricarica, tuttavia, continua a rappresentare un forte ostacolo che impedisce diffusione massiva dei veicoli elettrici nei paesi europei, con un tasso di installazione di stazioni di ricarica che si è addirittura ridotto nel 2020 secondo quanto rilevato dall’EV Readiness Index 2021 di LeasePlan, un’analisi dello stato di preparazione di 22 paesi europei in vista della rivoluzione dei veicoli elettrici. L’Indice si basa su tre fattori: le immatricolazioni di veicoli elettrici, la maturità dell’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici e gli incentivi governativi presenti in ciascun paese. L’Italia migliora lievemente nel ranking passando dalla 17ma alle 15ma posizione, ma per incentivare la scelta dell’elettrico rispetto alle auto “tradizionali”, occorrerebbe che le stazioni di ricarica fossero diffuse in modo capillare e omogeneo su tutto il territorio nazionale, soprattutto lungo la rete autostradale.

Secondo il report pubblicato a gennaio da Motus-E, l’associazione che promuove la transizione del settore nazionale dei trasporti verso mezzi sostenibili, in Italia al 31 dicembre 2021 risultano installati 26.024 punti di ricarica e 13.233 infrastrutture (stazioni o colonnine) in 10.503 location accessibili al pubblico.

Niente incentivi per l’auto elettrica nel 2022

Nella manovra 2022 non è previsto alcun incentivo per l’acquisto di auto elettriche e gli effetti dell’assenza di incentivi, sempre secondo una stima di Motus-E,  iniziano a farsi sentire: “nonostante le immatricolazioni in crescita rispetto a gennaio dello scorso anno, quando similmente a oggi non erano ancora resi disponibili gli incentivi 2021, l’assenza di supporti all’acquisto di veicoli a zero emissioni ha sicuramente frenato le vendite di nuove auto”.

Ma nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), è previsto però un investimento specifico per l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica di 741,3 milioni di euro che verrà utilizzato per costruire le infrastrutture necessarie per promuovere lo sviluppo della mobilità elettrica (come realizzare entro il 2026 oltre 20.000 punti di ricarica rapida in superstrade e nei centri urbani, aumentare il numero dei veicoli (pubblici e privati) a emissioni zero e ridurre l’impatto ambientale dei trasporti. Bisogna tenere conto infatti che, per raggiungere gli obiettivi europei occorre raggiungere un totale di circa 6 milioni di veicoli nel 2030, per i quali si stima siano necessari 31.500 punti di ricarica rapida. 
Il bando relativo per l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica, dovrebbe essere pubblicato entro giugno di quest’anno ma in base alla cronologia indicata nel PNRR, i contratti per le nuove stazioni di ricarica saranno realizzati entro giugno 2023.

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