Decreto RAEE 2026: guida semplice alle regole su fine vita dei pannelli fotovoltaici, cosa cambia dal 24 gennaio 2026.
Negli ultimi anni il fotovoltaico è cresciuto a ritmi altissimi. E quando aumentano gli impianti, prima o poi aumenta anche un tema molto concreto: cosa succede ai pannelli quando arrivano a fine vita. Per questo è arrivato un aggiornamento normativo che mette ordine su punti che, fino a ieri, hanno generato dubbi e interpretazioni diverse tra operatori. Il riferimento è il D.Lgs. 7 gennaio 2026, n. 2, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 24 gennaio 2026.
Le date da ricordare
Mettiamole in fila:
- 13 agosto 2012: la data “chiave” per capire quando scatta la responsabilità economica del produttore sui moduli FV immessi sul mercato.
- 9 gennaio 2026: pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
- 24 gennaio 2026: entrata in vigore.
Cosa cambia davvero per i pannelli fotovoltaici
Il decreto fa maggiore chiarezza su:
- chi finanzia la gestione a fine vita
- come si inquadrano i rifiuti da pannelli (domestici vs professionali)
- come si gestiscono i casi particolari (ad esempio impianti incentivati)
Chi paga la gestione a fine vita (regola generale)
La regola chiave, in parole semplici: la gestione dei rifiuti derivanti dai pannelli fotovoltaici è finanziata dai produttori per i moduli immessi sul mercato a partire dal 13 agosto 2012, sia che finiscano in contesti domestici sia professionali. Questo è un passaggio importante perché riduce l’incertezza: non si “indovina” più in base al tipo di impianto o all’uso, ma si guarda alla data di immissione sul mercato, come stabilito dall’articolo 4 del decreto.
Impianti incentivati: perché c’è un percorso specifico
Per alcuni impianti incentivati (soprattutto legati ai vecchi “Conto Energia”) il decreto richiama e fa salvi meccanismi di garanzia già avviati, collegati alla corretta gestione del fine vita. In pratica: esiste un percorso dedicato, con regole operative legate anche al GSE e ai sistemi collettivi/trust. Per gli impianti incentivati, insomma, il tema “fine vita pannelli” va trattato con ancora più ordine, perché la documentazione e la tracciabilità diventano decisive.
Domestico o professionale? La regola dei 10 kW
Il decreto chiarisce un criterio semplice, utile anche per chi non è del settore: conta la potenza dell’impianto.
- Impianti sotto i 10 kW: i rifiuti da pannelli sono considerati RAEE provenienti dai nuclei domestici.
- Impianti da 10 kW in su: i rifiuti sono RAEE professionali.
Sotto i 10 kW: cosa può fare il proprietario
Per impianti piccoli (tipici residenziali), il decreto indica che i pannelli a fine vita vanno conferiti ai Centri di raccolta nel raggruppamento previsto.
Tradotto: non è un “fai-da-te”, ma un percorso tracciabile e corretto, spesso gestito tramite installatore/operatore autorizzato o secondo canali locali.
Da 10 kW in su: cosa cambia per aziende e impianti
Per impianti più grandi (aziende, capannoni, comunità, ecc.) si entra nel mondo dei RAEE professionali. Qui contano ancora di più:
- contratti e responsabilità tra soggetti coinvolti
- gestione documentale
- scelta di operatori autorizzati
La buona notizia è che la cornice normativa è più chiara: meno “zone grigie”, più regole leggibili.
Addio equivoci: “RAEE storici” e pannelli FV
Un punto che ha creato parecchia confusione negli anni: i RAEE storici. Il decreto aggiorna la definizione e chiarisce che i RAEE storici riguardano alcune apparecchiature immesse sul mercato prima di date specifiche, ma “diverse dai pannelli fotovoltaici”.
In parole povere: i pannelli FV hanno una disciplina più “dedicata”, non vanno infilati a forza in categorie nate per altri prodotti.
La tracciabilità parte dal produttore: la marcatura
Un altro aspetto importante è rappresentato dalla marcatura dei pannelli. Per i pannelli fotovoltaici, l’obbligo di marcatura si applica a quelli immessi sul mercato dal 13 agosto 2012. In più, vengono aggiornati i riferimenti agli standard tecnici europei (ad esempio la norma EN 50419 aggiornata), così che la marcatura sia più allineata agli standard correnti.
Cosa controllare su moduli e documentazione
Se sei un cliente o un’azienda che sta valutando un impianto (o un revamping), ecco cosa conviene chiedere in modo molto pratico:
- chi è il produttore e come è identificabile (marchio/registrazioni)
- come viene gestito il fine vita (sistema collettivo, contributi, procedure)
- quali documenti ti verranno consegnati a fine lavori (e cosa conservare)
Errori comuni
Trattare il fine vita come un dettaglio può rappresentare un errore “costoso”‘.
Tra gli errori tipici:
- scegliere solo in base al prezzo, senza verificare la filiera di gestione
- non conservare i documenti (poi “spariscono” quando servono)
- confondere domestico/professionale e usare canali non idonei
- fare revamping senza pianificare prima la parte RAEE
Il decreto riduce le ambiguità e rende più lineare la gestione del fine vita dei pannelli, distinguendo bene ruoli e casi (domestico/professionale, incentivato/non incentivato). SunCity è in grado di accompagnare i clienti con un approccio ancora più chiaro: progettare bene oggi vuol dire evitare problemi domani, anche quando l’impianto sarà da aggiornare o dismettere. Inizia ora a pianificare il tuo intervento! Contattaci!

