Fotovoltaico, fake news e soluzioni alla crisi energetica

25, Mag 2022 | Efficienza energetica, NEWS DAL MONDO SUNCITY

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Se da un lato il valore del fotovoltaico sembra essere in forte crescita, soprattutto grazie allo strumento del Superbonus 110, dall’altro circolano ancora numerose fake news sugli impianti fotovoltaici, come riportato in un articolo di Jacopo Fo pubblicato sul Fatto Quotidiano. “Ci sono persone che hanno difficoltà a credere che i pannelli solari siano il modo più tranquillo per produrre elettricità. I pannelli non si muovono, non hanno emissioni di alcun tipo e se gli impianti vengono costruiti in luoghi appropriati, ad esempio in pianura, e circondati da alberi e siepi, li vedi solo se sali su un elicottero” scrive Jacopo Fo.

Oggi si sente dire di tutto contro il fotovoltaico – ne avevamo parlato in un articolo in cui chiedevamo lo stop alle fake news sul fotovoltaico, informazioni scorrette e strumentalizzate. Il sospetto è che, ancora una volta, si voglia proteggere il vecchio modello energetico basato sui combustibili fossili gestito dai grandi operatori – a scapito del fotovoltaico erroneamente accusato di speculazione–  e impedire invece la transizione ecologica verso un modello di produzione distribuita e a basse emissioni.

Peraltro, la risposta emergenziale alla crisi energetica (già impazzita sul finire del 2021 e acuitasi all’inizio del 2022, peggiorata con l’inizio del conflitto in Ucraina con i prezzi dell’energia che hanno raggiunto picchi mai visti in passato), è purtroppo orientata ad affidarsi a combustibili fossili, solo di derivazione alternativa.

“Qualcuno dice: per fabbricare un pannello si usa l’energia elettrica prodotta con il carbone e per costruire un pannello serve più energia di quanta ne produrrà in tutta la sua “vita attiva”. In prima battuta verrebbe da pensare che un produttore di fotovoltaico abbia messo un po’ dei pannelli da lui prodotti sulla sua fabbrica. Ma chi crede a questa bugia non sa che la quantità di energia e di materie prime che servono per costruire i pannelli è crollata negli ultimi 40 anni e che la durata “operativa” di un pannello si è allungata di molto. Un pannello dopo 30 anni produce ancora più dell’85% della sua potenza iniziale. Quindi il bilancio energetico è straordinariamente positivo” spiega Fo sul Fatto Quotidiano.

L’anno scorso Italia Solare aveva lanciato una campagna per contrastare le sempre più frequenti fake news sul fotovoltaicoche minano seriamente il percorso di sviluppo dell’energia solare compromettendo il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNRR italiano.

La disinformazione allontana i clienti dal mondo delle energie rinnovabili, da quello dell’efficientamento energetico e, anche, dal mercato libero dell’energia. “Ci sono persone che non si rendono conto del disastro economico che vivremmo con questa guerra scellerata se non avessimo una produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che in alcuni giorni dell’anno arriva ormai a coprire il 100% del fabbisogno nazionale. E i vantaggi li vediamo tutti sulla bolletta che sarebbe decisamente più alta se non ci fosse l’energia elettrica rinnovabile che ha prezzi bloccati: il Gse, l’ente di Stato che compra l’energia elettrica, ha infatti contratti d’acquisto per l’energia solare bloccati a 6,5 centesimi a kilowattore, mentre il prezzo di mercato oggi ha superato i 20 centesimi” sottolinea Fo sul Fatto Quotidiano.

La situazione attuale ha reso tangibile la fragilità dell’Europa derivante dalla dipendenza dalle importazioni di gas e petrolio. Dipendendo in larga parte dai combustibili fossili importati, i Paesi europei sono esposti alla volatilità dei prezzi, agli shock delle forniture e ai rischi per la sicurezza energetica. Né prezzi né fornitura possono essere costantemente garantiti. L’abbandono dall’energia di generazione fossile mette al riparo da crisi geopolitiche, economiche e climatiche.

Chi si affida alle rinnovabili, e agli impianti fotovoltaici come quelli che propone il gruppo SunCity, sta pagando l’energia che consuma ad un prezzo fisso. Non si preoccupa delle oscillazioni dei prezzi energetici o dell’eventuale possibile blocco di forniture fossili. L’energia fotovoltaica dipende solo dalla presenza del sole, direttamente disponibile in loco e senza rischi geopolitici.

Le energie rinnovabili e il fotovoltaico in agricoltura o l’agrivoltaico rappresentano una soluzione efficace per ridurre le emissioni in atmosfera, favorire appunto la transizione ecologica e, nella situazione attuale dove il boom dei prezzi dell’energia ha segnato percentuali di crescita rilevanti, consente di contenere l’impatto della bolletta delle imprese agricole.

“Infine c’è chi la spara grossa: moriremo di fame perché i pannelli solari occuperanno gran parte dei terreni agricoli e la produzione di cibo crollerà. Facciamo un po’ di conti: in Italia ci sono 16,6 milioni di ettari coltivabili. Più di un quarto del terreno coltivabile è abbandonato: 4,2 milioni di ettari. E ogni anno vengono abbandonati altri 120 mila ettari di terreno coltivato. L’obiettivo che si spera di poter di raggiungere è la realizzazione di impianti nuovi in grado di produrre 40 Gw che ci permetterebbero di ridurre drasticamente la nostra dipendenza energetica dall’estero. Per riuscirci dobbiamo costruire 56 mila ettari di impianti. Cioè coprire una superficie che è meno della metà dei terreni agricoli abbandonati ogni anno. Un settantesimo dei terreni agricoli abbandonati. Lo 0,3% del totale dei terreni agricoli. Ma in realtà ne servirà molto meno, perché più di un terzo di questi impianti potranno essere costruiti su case e capannoni e su terreni industriali inutilizzati. Quindi nessuno morirà di fame a causa del fotovoltaico. Al contrario le aziende agricole, grazie agli utili ottenuti affittando i terreni, si troveranno ad avere la possibilità di investire per aumentare la produttività della terra che continueranno a coltivare. Magari utilizzando le nuove tecnologie agricole che permettono di aumentare la qualità dei prodotti” scrive Jacopo Fo nel suo articolo.

La disinformazione e le fake news sul fotovoltaico da parte di pochi, quindi, diventano un boomerang, che si ritorce purtroppo su un intero settore di aziende che operano con chiarezza ed onestà. Ci auguriamo che in tanti oggi comprendano i benefici e i vantaggi di possedere un impianto fotovoltaico sul tetto di casa o della propria azienda, a proprio beneficio ma anche della collettività e dell’ambiente circostante, grazie all’aumento della quota di elettricità verde e all’abbassamento del consumo di energia fossile.

 

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