Nomisma: “Superbonus o Supermalus”? Vantaggi e svantaggi del Superbonus 110%

1, Ago 2022 | Efficienza energetica, NEWS DAL MONDO SUNCITY

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Dagli ultimi aggiornamenti legati al Superbonus 110% emerge ancora il problema delle fake news sul Superbonus che crea confusione sui vantaggi e criticità del 110. Girano voci strane: la prima è che siano finiti i soldi per il Superbonus 110% e la seconda è che non dovevamo fare questa misura perché sarebbe troppo costosa: l’impressione è che di tutte queste notizie fake che girano il conto lo stiano pagando direttamente le imprese e le famiglie” dichiara Marco Marcatili, Responsabile Sviluppo di Nomisma nella sua relazione sulla maxi- agevolazione presentata in occasione del 2° Rapporto Sul Mercato Immobiliare 2022 e dei dati ambientali, sociali ed economici della misura del 110% a cui il 13 luglio Nomisma ha dedicato un bilancio insieme ad ANCE Emilia.

Sulla bufala dei soldi finiti del Superbonus, Nomisma è chiara “le richieste autorizzate da Enea sono pari a 33,7 miliardi di euro quindi 400 milioni in più rispetto alla spesa stanziata, ma non stiamo parlando degli incentivi delle auto, quelli del Superbonus non sono fondi ad esaurimento” sottolinea Marcatili. Sulla seconda questione, spiega come vi sia “una crisi di liquidità perché il mondo bancario è arrivato al tetto della capacity fiscale” perciò “il Superbonus terminerà con un risultato molto deludente, perché sarà riqualificato meno dello 0,5% del patrimonio residenziale” spiega il Responsabile Sviluppo di Nomisma. 

Ciò che stupisce secondo Marcatili è l’effetto che ha fatto il Superbonus 110% perchè “non è possibile che a maggio 2020 tutti gli osservatori ritenevano questa misura necessaria per superare lo shock economico e che oggi quegli stessi osservatori dicano che questa misura sia costosa e che questi 33 miliardi siano stati buttati”.

Vantaggi e svantaggi del Superbonus

L’importanza del Superbonus per gli interventi di efficientamento energetico di privati e imprese è tra i vantaggi della maxi agevolazione. “Noi riteniamo che ci siano stati dei vantaggi e che ci siano delle criticità – sostiene Marcatili – : tra gli effetti positivi del Superbonus, il fatto che sia venuta alla luce una domanda strutturale di riqualificazione: le famiglie hanno capito che è imprescindibile intervenire in tal senso, anche per caricare meno le future generazioni di alcuni costi di manutenzione”.

“Il secondo vantaggio è che questa misura presenta un metodo e una trasparenza differenti: le frodi, infatti, hanno caratterizzato soprattutto bonus diversi da questo, in particolare il Bonus Facciate, mentre il Superbonus vede una filiera molto definita” chiarisce Marcatili.

Il terzo vantaggio del Superbonus 110% è legato all’accelerazione della “transizione ecologica grazie alle minori emissioni di Co2 rese possibili attraverso questa misura” e la determinazione di uno “shock espansivo fino ad almeno 50 miliardi di euro che dai nostri conti spiega almeno il 6,5% del PIL” commenta il Responsabile Sviluppo di Nomisma che aggiunge “quindi se quest’anno cresceremo del 3,1% gran parte del merito è del Superbonus.”

Tra gli aspetti negativi, Nomisma cita “lo stillicidio normativo e finanziario che blocca i cantieri, l’effetto scoraggiamento a catena (imprese, amministratori di condominio, famiglie) che spinge le famiglie a uscire da questa possibilità, i tempi troppo stretti che hanno creato una pressione sulla domanda e quindi un aumento dei prezzi a svantaggio della finanza pubblica e la mancanza di un  correttivo per cui “questa misura ha ampliato le diseguaglianze tra territori e beneficiari” annuncia Marcatili.

A proposito di diseguaglianze, il Responsabile Sviluppo Nomisma ha evidenziato numeri e profilo delle famiglie che si avvicinano al Superbonus: a marzo 2021 erano 10,5 milioni le famiglie che intendevano usufruire del Superbonus 110%, oggi sono 7,5 milioni le famiglie interessate al superbonus con un -32,4% di variazione tra marzo 2021 e luglio 2022. La ragione, secondo Marcatili, va ricercata “nella crisi di liquidità che ha comportato un aumento delle famiglie (3,4 milioni ovvero il 47%) un po’ attendiste e una diminuzione di quelle operative: ad oggi solo l’8% delle famiglie (0,6 milioni) sono in operatività ovvero hanno avviato i lavori”. 

“In genere si tratta di nuclei familiari con un lavoro e un reddito di rilievo, che vivono in grandi centri abitativi. Questa divaricazione diventa ancora più evidente se si osservano coloro che riescono effettivamente ad accedere al bonus: le famiglie che ce la fanno sono quelle ‘ben equipaggiate’ con determinate caratteristiche (titolo di studio elevato, attività imprenditoriale, reddito alto) e non erano questi gli obiettivi iniziali” commenta Marcatili. Ciononostante, ben 483mila famiglie con reddito medio-basso (sotto i 1.800 euro) hanno avuto l’occasione di effettuare lavori di riqualificazione energetica profonda alla propria abitazione a costo zero.

Per quanto riguarda la tipologia di abitazione per cui si intende usufruire del Superbonus 110%, dai dati Enea emerge come siano 33,7 miliardi il valore complessivo pagato dallo Stato per i lavori per un totale nazionale di valore complessivo dei lavori di 30,6 miliardi di cui 15 miliardi per il condominio e 10,3 miliardi per gli edifici unifamiliari. La percentuale del condominio (54%) è  in diminuzione rispetto a marzo 2021 a causa della scadenza del superbonus di settembre, per cui ad oggi secondo Nomisma stanno crescendo soprattutto gli interventi sugli edifici unifamiliari. 

Il Bilancio sociale e ambientale del Superbonus

Secondo il primo Bilancio sociale e ambientale del Superbonus 110%, promosso da Nomisma e Ance Emilia, i dati evidenziano la sostenibilità del Superbonus con le sue agevolazioni, le detrazioni e i rimborsi alle ristrutturazioni edilizie. La misura ha generato un valore economico di 124,8 miliardi di euro (pari al 7,5% del Prodotto interno lordo del Paese). Per quanto riguarda le Regioni coinvolte, sono quattro regioni le capofila (Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna)non solo perché hanno più popolazione ma perché hanno più filiera professionale produttiva a disposizione” spiega Marcatili.

Per ogni beneficiario, Nomisma prevede che l’investimento statale consentirà di generare un risparmio annuo medio in bolletta di ben 500 euro. Per quanto riguarda, invece, l’impatto ambientale, l’investimento pubblico effettuato pare abbia e possa ancora contribuire fattivamente alla politica di transizione ecologica: quello delle costruzioni è infatti uno dei settori a maggiore impatto di CO2, ed è responsabile di circa un terzo delle emissioni globali.  Il bonus edilizio ha già consentito di contenere in maniera significativa l’impronta ecologica degli immobili, con una riduzione di 979mila tonnellate di CO2, pari ad un risparmio di CO2 del 46,4%, con 3 salti di classe energetica. Oltre a ciò, la misura sta rappresentando quasi il 50% dell’incremento di potenza rinnovabile (fotovoltaico/pannelli solari) installata sul parco immobiliare italiano in termini di numero di interventi: grazie a tale strategia, sono stati immessi in consumo ben 106 milioni di kW annui di energie rinnovabili, con una previsione di inserimento di ulteriori 37 milioni per i cantieri ancora in attivazione, dimostrando l’irrinunciabilità di questa strategia. Infine, il Superbonus opera esclusivamente sul patrimonio immobiliare esistente, producendo effetti positivi sul contenimento di consumo di suolo e minori investimenti sulla realizzazione di servizi e infrastrutture collegate: il risultato di questi vantaggi è quantificabile in 15,3 miliardi di euro complessivi. 

L’analisi si conclude evidenziando il valore sociale: i 38,7 miliardi di euro già investiti hanno comportato un aumento di occupazione nel settore delle costruzioni per un totale di 634mila occupati.

Il futuro del superbonus

C’è ancora incertezza sul futuro del Superbonus (Superbonus 90%) e dei bonus fiscali dal 2023 scoprite tutto qui in questo approfondimento.

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