Incentivi per le comunità energetiche rinnovabili: quale futuro?

11, Nov 2022 | NEWS DAL MONDO SUNCITY, Efficienza energetica

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Gli incentivi per le comunità energetiche rinnovabili sono prossimi ad arrivare, in attesa si possono consultare i bandi per le CER. “Sono in corso le consultazioni tecniche per definire gli incentivi per gli impianti di comunità energetiche con potenza fino a 1000 kW. Il nuovo decreto amplierà il campo di applicazione di quanto già previsto per le comunità più piccole”, ha comunicato il Ministero della Transizione Ecologica (MITE). Incentivi che si applicheranno agli impianti di comunità energetiche con potenza fino a 1000 kW, ampliando di fatto il range di applicazione rispetto a quanto già stabilito per le comunità più piccole, fino a 200 kW, per le quali è possibile beneficiare di incentivi per impianti rinnovabili realizzati nell’ambito di comunità energetiche o configurazioni di autoconsumo collettivo.

La legislazione sugli incentivi per le comunità energetiche rinnovabili

La legislazione attuale sulle Comunità Energetiche è stabilita dal decreto Milleproroghe nel 2019, che ha in parte recepito quanto previsto dalla direttiva rinnovabili o Red II, applicata in Italia con decreto 199/2021. Manca ancora però all’appello il provvedimento attuativo delle misure previste dal decreto 199/2021. Decreto attuativo – i cui termini di adozione sono peraltro scaduti – che ha lo scopo di aggiornare lo schema degli incentivi per gli impianti inseriti in configurazioni di autoconsumo collettivo o in comunità energetiche rinnovabili di potenza non superiore a 1 MW. Intanto si prevede di applicare il regime transitorio, pertanto le regole stabilite a fine 2019 dal decreto Milleproroghe, e dettagliate dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 16 settembre 2020.

Ad oggi dunque si può accedere agli incentivi per le comunità energetiche per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza complessiva non superiore a 200 kW come i condomìni, con benefici divisi in due parti:

-100 €/MWh per le configurazioni di autoconsumo collettivo;

-110 €/MWh per le comunità energetiche rinnovabili.

In aggiunta vi è una tariffa di restituzione di circa 9 €/MWh sull’energia condivisa per valorizzare i benefici apportati al sistema, importo fisso per 20 anni in grado di garantire un consistente risparmio in bolletta.

Per approfondire il tema leggete il Vademecum SunCity sulle comunità energetiche rinnovabili.

Il futuro delle Comunità energetiche in Italia

Il Coordinamento FREE ha di recente organizzato un webinar di presentazione dell’indagine Delphi sul futuro delle Comunità energetiche in Italia. L’indagine è stata realizzata nel giugno 2022, utilizzando una variante del metodo Delphi. Al panel, formato da 10 Esperti di forte autorevolezza sul tema in oggetto, è stata rivolta un’unica domanda: “Quali saranno i principali effetti del recepimento della Direttiva Red II sulla diffusione dell’autoconsumo e delle comunità energetiche, da qui al 2025?”

Vediamo alcuni dettagli dell’indagine. Il passaggio dalla situazione attuale, citata in precedenza, (soggetta alle Regole tecniche aggiornate dal GSE lo scorso aprile 2022, che hanno confermato i limiti di potenza degli impianti di cui alla configurazione sperimentale – 200 KW e perimetro di appartenenza cabina secondaria) all’entrata in vigore dei decreti attuativi della Direttiva RED II (con il passaggio a 1 MW e al perimetro della cabina primaria), garantirà uno sviluppo delle Comunità Energetiche (CE) molto ampio.
“L’innalzamento del tetto di potenza da 200 kW a 1 MW, in particolare, avrà ricadute positive poiché consentirà economia di scala più vantaggiose” sottolinea l’indagine.
Inoltre, il recepimento del Clean Energy Package nell’ordinamento italiano “porterà diversi aspetti di semplificazione e un nuovo contesto abilitante, sia per l’autoconsumo singolo, sia per quello collettivo o in forma di comunità energetiche”.
La “norma della “Solar belt”, contenuta nel Decreto Energia, favorirà la rapida creazione di CE nelle aree a più forte concentrazione produttiva o commerciale”.
D’altronde, la pressione esercitata dalla crisi energetica e dalla guerra in Ucraina favorirà uno sviluppo rapido delle CE nel nostro Paese. Gli impianti realizzati per le CE saranno soprattutto fotovoltaici (ma con ricorso anche ad altre fonti rinnovabili).
“Va però tenuto presente che la diffusione delle CE non sarà, almeno da qui al 2025, omogenea in tutto il territorio nazionale” evidenzia il Coordinamento Free..
Un passaggio fondamentale perché si liberino le potenzialità di crescita delle CE sarà il completamento del panorama normativo “con uscita delle CER dalla fase sperimentale (tarata soprattutto sull’ambito residenziale) che richiederà in effetti una liberalizzazione ulteriore e meno stringente, che ne permetta l’utilizzo anche per ambienti industriali e commerciali”.
Per coinvolgere le imprese “il fattore cruciale sarà la qualità del processo: la semplicità di accesso all’incentivo, la certezza dell’accesso e le tempistiche. L’autoconsumo energetico raccoglierà l’attenzione anche di moltissime piccole e medie imprese italiane, poiché ne comprenderanno il potenziale apporto alla loro competitività.
In conclusione, secondo l’indagine, le comunità energetiche saranno, nel lungo termine, il modello che useremo per produrre e distribuire energia elettrica alle nostre utenze elettriche. “La possibilità di auto-produrre e auto-consumare energia rinnovabile da parte di cittadini, Enti ed Imprese sarà quindi fondamentale per la riuscita della transizione energetica, anche al di là dell’orizzonte del 2025 qui considerato.”

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