Smart energy

Le comunità energetiche rinnovabili (CER) possono contribuire in maniera fondamentale al processo di transizione energetica. Ciò, però, può avvenire soltanto attraverso l’utilizzo di strumenti hi-tech che migliorino la sostenibilità ambientale.

Questo è quanto emerso dall’evento online Sviluppo e Futuro delle Comunità Energetiche in Italia, organizzato dall’ENEA.

Federico Testa, presidente Enea, ha infatti sottolineato che è il momento di investire sulle piattaforme e sulle infrastrutture digitali. Implementare gli strumenti hi-tech permetterà di convincere anche i più scettici sulla nascita delle comunità energetiche.

I vantaggi delle comunità energetiche

I vantaggi delle CER sono molteplici, come ha sottolineato Giorgio Girotto, presidente della Commissione Industria e Commercio a Palazzo Madama. Primo tra tutti, quello economico: il risparmio in bolletta si attesta intorno al 20%-25%. A questo va aggiunto un beneficio nazionale. Se aumenta il numero delle CER, aumenta l’autoconsumo. Di conseguenza, diminuiscono gli sbilanciamenti della rete elettrica, che hanno un costo elevatissimo per il Paese.

Inoltre, sono progetti che contribuiscono a ridurre il fenomeno della fuel poverty. La difficoltà, cioè, di acquistare beni e servizi energetici. In base alle analisi dell’ENEA, la povertà energetica in Italia colpisce 2,3 milioni di famiglie, pari a circa l’8,8% del totale.

Le infrastrutture digitali a supporto delle CER

L’ENEA ha quindi messo a punto una serie si strumenti innovativi a supporto delle Comunità Energetiche.

Stefano Pizzuti, responsabile del Laboratorio Smart Cities and Communities dell’ENEA, sottolinea che hanno maturato competenze trasversali nel settore hi-tech. Ciò ha permesso di offrire un insieme di piattaforme di condivisione di dati e servizi per il monitoraggio di infrastrutture pubbliche ad alto consumo di energia. E aggiunge “Siamo in prima linea nel campo dell’Internet of Things, dei Big Data e della Blockchain per migliorare l’efficienza energetica, la competitività, l’accettabilità sociale, la penetrabilità nel mercato e soddisfare al meglio i bisogni di comunità, cittadini, amministrazioni pubbliche e imprese”.

Il primo di questi strumenti è RECON. Consente di effettuare analisi preliminari di tipo energetico, economico e finanziario in ambito residenziale. Riesce, cioè, a calcolare resa energetica, impatto ambientale, autoconsumo e flussi di cassa. Qualora, infine, manchino informazioni sui consumi, RECON riesce a stimarli grazie ad algoritmi implementati ad hoc.

In aggiunta, ENEA ha implementato due piattaforme di Internet of Things:

  • Cruise, una dashboard per la gestione di una CER

  • Dhomus, un portale per raccogliere, aggregare ed analizzare dati, con la possibilità di fornire feedback educativi all’utente

L’economia circolare nelle CER: la Local Token Economy

Si sta, poi, lavorando su un’ulteriore infrastruttura: la Local Token Economy. Si tratta di una piattaforma Blockchain che opera in ottica di sharing economy. È uno strumento, cioè, che ha l’obiettivo di recuperare il valore economico di beni e risorse inutilizzate, rimettendoli in circolazione. Più semplicemente, il cittadino (fornitore) pubblica sulla piattaforma il servizio o lo scambio che vuole fare. Attraverso l’app, un altro cittadino (fruitore) invia la richiesta per usufruire di quel servizio o scambio. Se il fornitore accetta, sulla piattaforma stessa si attiva uno smart contract in cui sono stabilite le condizioni dello scambio. Al termine del servizio o dello scambio, il contratto è chiuso e l’ammontare di token vengono spostati nel wallet del fornitore. La piattaforma viene gestita interamente dalla Comunità Energetica.

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