Ora solare 2025: cosa cambia per i consumi e perché il fotovoltaico resta strategico (anche d’inverno)

24, Ott 2025 | Efficienza energetica, Energy News, NEWS DAL MONDO SUNCITY

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Ora solare 2025: cosa cambia per i consumi e perché il fotovoltaico resta strategico (anche d’inverno)

Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2025 l’Italia torna all’ora solare: alle 03:00 le lancette si spostano indietro di 60 minuti. Le giornate “si accorciano” alla sera, con impatti soprattutto sull’illuminazione domestica e degli uffici, mentre l’alba arriva prima. Ma come si riflette questo passaggio su consumi e bollette? E quale ruolo gioca il fotovoltaico da ottobre a marzo?

Ora legale: i risparmi ci sono, ma stanno cambiando

Secondo Terna, nei sette mesi di ora legale 2025 l’Italia ha registrato minori consumi di circa 330 milioni di kWh, equivalenti a ~100 milioni di euro risparmiati e ~160 mila tonnellate di CO₂ evitate. Nel lungo periodo (2004-2024) il saldo cumulato supera 11,7 miliardi di kWh e 2,2 miliardi di euro. Con il ritorno all’ora solare questi benefici cessano, mentre aumentano le ore di buio nella fascia serale, quando abitazioni, uffici e negozi hanno luci accese.

Detto ciò, la letteratura recente evidenzia che l’effetto energetico del cambio d’ora si sta assottigliando: l’ampiezza del risparmio dipende da latitudine, diffusione di LED e automazioni e dall’eventuale maggiore uso di raffrescamento estivo quando il tramonto è più tardo. Tradotto: il ritorno all’ora solare non fa “schizzare” i consumi, ma può spostarli e concentrarli nelle prime ore della sera. Pianificazione e tecnologie giuste contano più del calendario.

Perché il fotovoltaico è importante anche nei mesi di ora solare

Il fotovoltaico produce meno energia in inverno rispetto alla primavera-estate, ma resta una leva concreta per abbattere il prelievo dalla rete soprattutto nelle ore centrali del giorno (quando molte attività produttive sono operative). E i numeri lo dimostrano: dicembre 2024 ha visto 1.659 GWh di energia solare in Italia, +35,3% su dicembre 2023, spinti sia dall’aumento di potenza installata sia da migliore irradianza. Con un parco FV in crescita, anche i mesi “corti” portano contributi misurabili. Inoltre, l’accoppiata FV + accumulo consente di spostare in serata una parte dell’energia prodotta di giorno: un vantaggio decisivo proprio quando, con l’ora solare, il fabbisogno per l’illuminazione cresce dopo il tramonto. Per le aziende, integrare sistemi di gestione carichi (es. ricarica carrelli, pompe, compressori, processi non critici) nelle ore di massima produzione solare riduce il picco serale e livella la bolletta.

Cosa aspettarsi con il ritorno all’ora solare

  • Più luce al mattino, meno alla sera: le luci restano accese prima, con un possibile incremento dei consumi in fascia 17:00-21:00 per famiglie e retail.
  • Impatto medio contenuto a livello Paese, ma variabile per settore, latitudine e comportamenti; l’effetto strutturale dei LED e dell’efficienza attenua il “salto”.
  • Opportunità per l’autoconsumo: il fotovoltaico continua a coprire quote dei carichi diurni; con storage e controllo si attenua il fabbisogno serale.
  • Comunità Energetiche (CER): la condivisione locale dell’energia prodotta nelle ore diurne migliora l’uso della generazione invernale e sostiene utenze serali.

Cosa possono fare le PMI?

Per affrontare al meglio il ritorno all’ora solare, la prima mossa è farsi una fotografia chiara dei consumi: quando si accendono i carichi principali? In quali fasce orarie si concentrano i picchi? Una volta mappato il profilo, si potrebbe provare a spostare le attività flessibili nella fascia oraria 10:00–15:00, quando il fotovoltaico produce di più. In parallelo, dimensionate l’abbinata fotovoltaico + accumulo pensando ai fabbisogni serali davvero strategici: uno storage che copra 1–2 ore di questi carichi consente di usare dopo il tramonto l’energia raccolta durante il giorno, attenuando il picco in bolletta.

Anche l’illuminazione fa la sua parte: anche se molte imprese hanno già fatto lo switch all’illuminazione LED, altre non hanno ancora compreso come le lampade a LED con sensori di presenza/crepuscolari e funzioni di dimmerazione rappresentino il primo “scudo” contro l’aumento dei consumi nelle ore di buio. Anche la partecipazione a Comunità Energetiche Rinnovabili, con una condivisione locale dell’energia aiuta a stabilizzare i costi e a massimizzare l’autoconsumo. Ancora più rilevanti sono le attività di O&M (Operation & Maintenance) invernali dell’impianto, come la pulizia periodica dei moduli, il controllo dell’inclinazione e delle eventuali ombre stagionali e altri accorgimenti che, sommati, regalano più ore utili di produzione proprio quando servono.


Il ritorno all’ora solare non è una “stangata”, ma un momento in cui i consumi tendono a spostarsi verso la sera e il fotovoltaico resta strategico anche in questo periodo dell’anno: protegge dai picchi serali e consolida la competitività energetica di imprese e territori.

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