RAEE fotovoltaici: nuovo decreto in arrivo e regole GSE 2025. Guida pratica per aziende

10, Ott 2025 | Efficienza energetica, Energy News, NEWS DAL MONDO SUNCITY

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RAEE fotovoltaici: via libera preliminare al nuovo decreto. Cosa cambia?

Il Governo ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto che aggiorna la disciplina dei RAEE, includendo i pannelli fotovoltaici e riallineando l’Italia alla normativa UE più recente e in specifico alla Direttiva (UE) 2024/884. Nel concreto, il testo punta a chiarire responsabilità e oneri tra produttori e detentori (proprietari/gestori degli impianti), in un momento in cui molti asset avviano revamping o sostituzione moduli. Per imprese con grandi coperture, è l’occasione per impostare una governance del fine vita che riduca rischi di fermo, ritardi e costi non previsti.

Che cosa prevederà (in sintesi) il nuovo impianto

Lo schema recepisce la 2024/884 e razionalizza gli oneri per la gestione dei RAEE fotovoltaici: per i moduli immessi sul mercato dopo l’entrata in vigore del regime UE (post-2012) l’onere finanziario è in capo ai produttori; per gli impianti incentivati in Conto Energia, restano valide le garanzie e gli strumenti già previsti, con ruoli specifici per il GSE e per i Sistemi Collettivi. In altre parole, la filiera potrà contare su regole più chiare e allineate all’Europa, mentre gli impianti “storici” incentivati continueranno a seguire percorsi dedicati di copertura economica. Il testo dovrà ora completare l’iter (pareri, eventuali modifiche e pubblicazione).

 

Cosa resta operativo oggi: le regole GSE 2025 (promemoria)

Nell’attesa dell’entrata in vigore del decreto, la bussola resta il Decreto Direttoriale n.45/2025 e le relative Istruzioni Operative GSE. I tre punti chiave da ricordare sono:

  1. Finestre di adesione ai Sistemi Collettivi: due periodi l’anno in cui i soggetti responsabili possono comunicare al GSE l’adesione a un consorzio per la gestione del fine vita; dal 2026 le finestre diventano 1 feb–31 mar e 1 giu–31 lug. Le domande passano dall’applicativo SIAD.
  2. Garanzia/Trattenuta: il GSE ha definito criteri e calcolo della quota trattenuta (indicata in 20 €/modulo nelle Istruzioni), con la possibilità per chi aderisce a un sistema collettivo di versare 10 €/modulo nel trust del consorzio (con rateizzazione fino a 5 anni).
  3. Revamping e documentazione: casistiche e prove documentali sono state razionalizzate; la restituzione delle somme avviene solo a fronte di documentazione che attesti la corretta gestione dei moduli dismessi.

Queste novità discendono anche dagli interventi normativi del 2024 (c.d. DL Energia e DL Materie Prime Critiche), che hanno affidato al GSE compiti di vigilanza e hanno introdotto le finestre e le modalità di gestione tramite consorzi e trust.

 

Impatti pratici per imprese, EPC e asset owner

  • Pianificazione economica: per impianti incentivati, la trattenuta/garanzia non è solo un adempimento, ma incide sul cash flow dell’asset. Valutare prima la rateizzazione e scegliere il sistema collettivo più adatto consente di evitare sorprese di tesoreria.

  • Contrattualistica: aggiornare i contratti O&M e gli EPC-wrap inserendo clausole su tracciabilità dei moduli, responsabilità RAEE e tempi/costi del fine vita; indicare procedure SIAD e oneri documentali per il recupero delle garanzie.

  • Revamping su grandi coperture: quando si sostituiscono stringhe o intere sezioni, il GSE trattiene la garanzia per i moduli sostituiti e la restituisce solo dopo le verifiche. Serve quindi una catena documentale impeccabile (seriali, DDT, formulari, attestazioni consorzio/impianto di trattamento).

  • Governance interna: istituire un RAEE officer che coordini inventario moduli, adesione al sistema collettivo, caricamento SIAD e rapporti con consorzio/GSE.

 

Mini-FAQ RAEE FOTOVOLTAICO

  1. Chi paga il fine vita?
    Per i moduli immessi sul mercato in regime UE recente, l’onere grava sui produttori; per impianti incentivati restano valide garanzie/trattenute e procedure GSE.
  2. Cosa devo fare se sostituisco parte dei moduli (revamping)?
    Tracciare i moduli dismessi, conferire a impianti autorizzati (tramite consorzio), caricare sul SIAD il pacchetto documentale e chiedere la restituzione.
  3. Conviene aderire a un Sistema Collettivo?
    Sì, perché consente gestione operativa e rateizzazione delle somme, oltre a supporto documentale e di tracciabilità.
  4. Quanto tempo serve per la restituzione?
    Dipende dalla completezza dei documenti e dai controlli; pianificare ex-ante riduce i tempi.

 

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