Pannelli fotovoltaici

Conciliare l’attività agricola e produzione di energia elettrica con i pannelli solari è possibile grazie all’agrivoltaico, che introduce la produzione fotovoltaica nelle aziende agricole integrandola con quella delle colture e con l’allevamento. Si tratta di impianti sollevati dal suolo e distanti tra loro che garantiscono la permeabilità e l’insolazione dei terreni in continuità e non in competizione con le coltivazioni. I pannelli fotovoltaici, che possono essere anche “mobili” a inseguimento solare, possono essere infatti posizionati nei campi con altezze e secondo geometrie che consentono le lavorazioni agricole e il pascolo.
Una forma di “convivenza” particolarmente interessante per la decarbonizzazione del nostro sistema energetico, ma anche per la sostenibilità del sistema agricolo e la redditività a lungo termine di piccole e medie aziende del settore che devono essere protagoniste di questa rivoluzione. O per stimolare il recupero di terreni agricoli abbandonati.
Conciliare agricoltura, produzione di energia e sostenibilità ambientale è, dunque, possibile: con l’agrivoltaico, la resa agricola è garantita e l’energia prodotta senza consumo di suolo ed emissioni inquinanti in atmosfera garantisce l’efficienza energetica.

Il ricorso a questo tipo di energia porterebbe benefici in termini economici per gli agricoltori che riguarderebbero la possibilità di rifinanziamento delle proprie attività rilanciandole economicamente e progettualmente, incrementando la produttività, oltre a disporre di un sostegno economico che può essere utile a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Qual’è l’attuale quadro normativo per la produzione sostenibile di energia per il comparto agricolo e come possono essere utilizzate innovazioni tecnologiche in campo fotovoltaico per trarne vantaggio? Per chi ha un’azienda, agricola e non, nel Mezzogiorno o è un professionista che vuole aiutare i propri clienti business nel Sud Italia il Webinar gratuito di SunCity del 14 luglio dal titolo “Bonus Sud e Nuova Sabatini – Sfrutta le Agevolazioni” è indispensabile per scoprire, attraverso esperti e casi reali, come realizzare un impianto fotovoltaico quasi a metà prezzo sfruttando il Credito d’Imposta del Bonus Sud e le Agevolazioni della Nuova Sabatini. A questo link le informazioni per iscriversi e avere informazioni sul Webinar.

Locandina webinar suncity 14 luglio

Nonostante il doppio utilizzo dei terreni agricoli non vanti purtroppo di una buona reputazione, l’agrivoltaico è un modello in cui la produzione elettrica, la manutenzione del suolo e della vegetazione risultano integrate e concorrenti al raggiungimento degli obiettivi produttivi, economici e ambientali dei terreni. La produzione di energia può rappresentare un aiuto concreto per gli agricoltori, senza mettere in competizione lo spazio per la produzione agricola con quello per la produzione energetica. Ne danno ampiamente prova casi concreti, non solo nel nostro Paese, che dimostrano anche come l’ombra generata dai moduli fotovoltaici sul suolo non riduca la resa agricola.

Il dubbio principale che emerge in merito all’agrivoltaico è, infatti, quello relativo all’eventuale perdita di produttività delle piante, dovuta alla minor illuminazione del suolo. Ma l’esperienza insegna che per alcune specie non vi è alcun impatto, mentre per altre può esservi addirittura un incremento di produzione. Si è studiato, infatti, come l’ambiente sotto i pannelli sia più fresco d’estate riducendo i tassi di evaporazione nella stagione calda e provocando meno stress alle piante. Sono inoltre allo studio moduli fotovoltaici trasparenti che, grazie a una tecnologia che ne cambia l’orientamento e un sistema in grado di concentrare la radiazione del sole, riescono ad avere un’efficienza del 30% e permettono di regolare l’ammontare di luce che lasciano passare, una quantità che può raggiungere il 78%.

Per poter raggiungere gli obiettivi climatici europei, dobbiamo peraltro ricorrere sempre più a nuove strategie per ridurre l’emissione di gas serra. L’emergenza climatica in atto impone infatti una transizione energetica che abbia come obiettivo la decarbonizzazione in tempi estremamente rapidi.
In questo scenario, così come previsto dal PNIEC – Piano Nazionale Integrato per l’energia ed il Clima – gli impianti fotovoltaici dovranno passare dagli attuali 20 GW di potenza installata ad almeno 52GW, con una crescita superiore al 250%. È evidente che, in Italia come negli altri Paesi europei, il raggiungimento di un obiettivo così sfidante di produzione fotovoltaica richieda individuare superfici a terra che possano accogliere una quota importante dei sistemi produttivi fotovoltaici utili all’efficientamento energetico.

Trattore in un campo

Secondo le stime di Legambiente, Greenpeace, Italia solare e Wwf, per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del fotovoltaico servono 80 GW di installazioni: almeno il 30% circa da realizzare su tetti e terreni industriali o contaminati, la parte restante su 50-70.000 ettari di terreni agricoli, pari allo 0,4-0,6% della superficie agricola utile (SAU).
La riappropriazione di un ruolo di produttore energetico per il settore agricolo passa attraverso una parte da protagonista nella transizione energetica solare grazie agli impianti fotovoltaici.

Vigneto al tramonto

Una tecnologia ormai matura, abbondantemente sperimentata, che viene incentivata dalla Politica Agricola Comunitaria e che verrà finanziata dal Piano Nazione di Ripresa e Resilienza. La Politica Agricola Comune può rappresentare una spinta a integrazioni virtuose di produzione agrivoltaiche. Con l’agrivoltaico, infatti, il fotovoltaico diventa un alleato ecologico non solo delle colture ma anche della tenuta reddituale e dell’osservanza delle regole e degli strumenti dei programmi agricoli sostenuti dalla PAC. Il suolo occupato dalle installazioni cessa di essere una voce di costo, acquisto e manutenzione; differenti modelli consentono di integrare il reddito aziendale e di comporre un mix produttivo entro cui confluiscano anche le misure di sostegno (opportunamente orientate a valorizzare le sinergie produttive e le prestazioni ecologiche) al fine di permettere di assorbire gli impatti degli investimenti iniziali e di stabilizzare gli investimenti in capitale naturale delle aziende, liberandole, nel lungo termine, dalla loro stretta dipendenza dal regime di aiuti. Nel caso di installazioni in grado di convivere con le infrastrutture verdi aziendali (vegetazioni a prato e per le specie impollinatrici, fasce tampone, pascolo, ecc.) il vincolo di mantenimento dell’impiantistica fotovoltaica al termine delle annualità di sostegno dovrebbe essere automaticamente garantito dalla redditività propria dell’impianto e non decadere, come avviene ora, con la scadenza degli incentivi dei Programmi di Sviluppo Rurali, mentre deve essere formalizzato il vincolo che associa l’installazione impiantistica a una o più buone pratiche agricole.

Tenendo a mente quanto l’Italia sia un Paese con una precisa identità agroalimentare e una lunga tradizione di qualità, l’adozione dell’agrofotovoltaico su grande scala potrebbe spingere un’ulteriore riqualificazione dei territori e del comparto verso la necessità ormai non più trascurabile di puntare alla sostenibilità.

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