Prezzi luce e gas: nuovo Decreto Energia contro il caro bollette e semplificazioni per le rinnovabili

21, Feb 2022 | Efficienza energetica

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Otto miliardi, di cui 5,8 destinati per contrastare il rincaro dei prezzi di luce e gas e il resto invece per sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali. Ecco il focus del Decreto Energia varato dal Cdm che si è tenuto il 18 febbraio sulla delicata questione del caro bollette.

L’intervento – scrive il Governo in una nota – si divide in due parti:

  • emergenza, misure per calmierare nel breve tempo i costi delle bollette energetiche;
  • prospettiva, misure che consentano nel futuro di evitare altre crisi come quella in corso, per esempio con l’aumento della produzione nazionale di energia.

Aiuti a imprese energivore e famiglie 

5,8 miliardi destinati a coprire i rincari e ridurre le bollette per il secondo trimestre del 2022 (aprile – giugno 2022) sono rivolti sia alle famiglie che alle imprese. La parte più grande dei fondi, circa 3 miliardi di euro, sarà utilizzata per azzerare gli oneri di sistema sull’elettricità che, quindi, non dovrebbero più gravare sulla in bolletta nei prossimi mesi.

Gli oneri di sistema sul gas saranno tagliati con l’impiego di 480 milioni di euro. Circa 590 milioni di euro sono stanziati per confermare la riduzione dell’IVA al 5% sulle bollette del gas.

Un ulteriore intervento da 500 milioni di euro è previsto per potenziare il Bonus Sociale, ovvero l’agevolazione riservata alle famiglie in condizioni di disagio economico (con ISEE di circa 8.000 euro o di 20.000 nel caso di famiglie numerose) che potranno beneficiare di uno sconto aggiuntivo in bolletta che andrà a aggiungersi all’importo “standard” dei bonus.

Semplificazioni per le energie rinnovabili

Si parla poi di 700 milioni destinati al credito d’imposta per le imprese energivore e 500 milioni per quelle gasivore, ovvero a tutte quelle aziende particolarmente flagellate dai rincari a causa degli alti consumi legati alla produzione.

Il Decreto istruisce anche il “Fondo rinnovabili Pmi” da 267 milioni di euro, con importanti semplificazioni per promuovere la produzione di energia elettrica rinnovabile che dovrebbero migliorare la situazione di blocco autorizzato delle FER, e l’autoconsumo per le piccole e medie imprese con un modello unico per piccole installazioni (tra 50 e 200 kilowatt) e l’opportunità anche di accedere a ritiro dedicato allo scambio sul posto. Dovrebbe trattarsi di un significativo programma di accelerazione sul fronte delle sorgenti rinnovabili, in particolare per il fotovoltaico, con un intervento di semplificazione per l’installazione sui tetti di edifici pubblici e privati e in aree agricole e industriali. Semplificazioni significative riguarderanno le autorizzazioni degli impianti di rinnovabili off-shore su aree non sottoposte a vincoli paesaggistici.

Previste anche delle agevolazioni per gli impianti agrovoltaici a cui sarà concesso di accedere agli incentivi  anche se in difformità rispetto a quanto prevede la normativa per la costruzione,  ma solo se rispetteranno una determinata proporzione tra il terreno riservato alla predizione di energia elettrica e la superficie agricola totale.

Come ha fatto notare Elettricità Futura, la bolletta di famiglie e imprese arriverà nel 2022 a costare in totale 95 miliardi di euro, una cifra che è raddoppiata dal 2019, prima della pandemia.

Facendo una stima – si chiede Elettricità Futura – “cosa sarebbe accaduto però se avessimo già raggiunto l’obiettivo 2030 del 72 per cento di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili? Ebbene quest’anno non avremmo sostanzialmente subito alcun rincaro, perché anche con il prezzo del gas alle stelle la bolletta sarebbe rimasta sui valori del 2019.”

Incentivi per le auto elettriche

Tornando al Decreto, la misura decisa dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana prevede, poi, stanziamenti pluriennali fino al 2030 per sostenere la riconversione del settore automotive e lo sviluppo delle auto elettriche previsto un fondo da 1 miliardo all’anno fino al 2030 in favore del settore dell’automotive.

I fondi saranno stanziati con l’obiettivo di favorire la transizione verde, la ricerca, la riconversione e riqualificazione dell’industria del settore automotive. Per gli incentivi all’acquisto di veicoli non inquinanti, come le auto elettriche e ibride, bisognerà attendere la pubblicazione del testo del decreto in Gazzetta Ufficiale, e i decreti attuativi che renderanno operativa la misura entro i 30 giorni successivi all’entrata in vigore della stessa.

Aumento della produzione nazionale di gas

Il Governo punta poi sull’aumento della produzione di gas naturale in Italia. In base alla bozza del decreto, il Gse (Gestore dei servizi energetici), su direttiva del ministro della transizione ecologica, andrà ad avviare le procedure per l’approvvigionamento a lungo termine di gas naturale italiano per ottenere “2,2 miliardi di metri cubi di gas e nel lungo periodo fino a un volume complessivo aggiuntivo di 5,5 miliardi di metri cubi di produzione nazionale dagli attuali 3,2 miliardi, su un totale di consumi nazionali di circa 70 miliardi”. 

L’incremento della produzione di gas avverrà però senza modificare la mappa delle aree idonee per lo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi (Pitsai) pubblicata da poco, ma permettendo ai produttori di richiedere nuovi permessi di perforazione nelle concessioni già assegnate, e beneficiare di una corsia preferenziale di autorizzazione di 8 mesi. Le tariffe del gas prodotto saranno stabilite dal ministero delle Finanze con apposite procedure a “prezzi equi” con contratti a lungo termine.

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