efficienza energetica

Nel corso dell’ultimo anno il Governo ha introdotto diversi tipi di detrazioni, con l’obiettivo di dare una spinta al mercato edilizio e al processo di efficientamento energetico. La più importante è, evidentemente, il Superbonus.

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A questa, poi, si aggiungono ulteriori possibilità, tra cui l’Ecobonus e il Bonus Casa.

Per tutti gli interventi di “manutenzione straordinaria”, “restauro e risanamento conservativo” e “ristrutturazione edilizia” è prevista una detrazione del 50% delle spese (che includono tutti i professionisti coinvolti: progettista, elettricista, muratori, idraulici).

Analogamente, sono previste agevolazioni per i lavori che portano a un miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio. Ci riferiamo, in particolare, all’inserimento del cappotto termico o all’installazione di pompe di calore o, ancora, alla sostituzione di serramenti. In questo caso, tuttavia, le detrazioni possono oscillare tra il 50% e il 65%.

A questo punto, quali sono le alternative per accedere a queste agevolazioni? Scopriamole insieme.

Il DL 34/2020 prevede che il titolare dovrà procedere al pagamento delle fatture tramite bonifico parlante. A questo punto, poi, potrà scegliere tra tre opzioni:

  • usufruire della detrazione fiscale sulla propria dichiarazione dei redditi, da ripartire in dieci rate annuali;
  • procedere con la cessione del credito ad istituti (banche o poste);
  • fare richiesta al fornitore dello sconto in fattura.

Detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi

Questa agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) in rate annuali per dieci anni.

In caso di interventi di efficientamento energetico, il titolare avrebbe caricato la procedura sul portale ENEA dedicato, entro e non oltre i 90 giorni dalla cunclusione dei lavori.

Un limite evidente di questo tipo di agevolazione è quello dei soggetti beneficiari. Infatti, rimanevano esclusi i titolari di partita IVA in regime forfettario e coloro che non erano tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come funziona la cessione del credito

La fase iniziale della procedura, rimane invariata: esecuzione lavori, emissione fatture e pagamento tramite bonifico parlante.

Tuttavia, il titolare, in questo caso, cede la propria detrazione ad un istituto di credito (banca o poste) che salda il totale immediatamente (trattenendo una quota di interessi).

Il titolare dei lavori, quindi, riceverà subito l’intero ammontare della detrazione.

Di conseguenza, anche i titolari di partita IVA a regime forfettario e coloro che non sono tenuti alla denuncia dei redditi potranno, così, beneficiare dell’agevolazione.

Per quanto riguarda la procedura, analogamente al caso precedente, se si tratta di interventi di efficientamento il titolare dovrà caricare la pratica sul portale ENEA entro e non oltre i 90 giorni dalla fine lavori.

A questo, però, si aggiunge un ulteriore passaggio. Il commercialista dovrà trasmettere all’Agenzia delle Entrate un documento in cui comunica una serie di dati. In particolare:

  • il titolare che cede il credito;
  • l’istituto a cui il credito viene ceduto;
  • la somma ceduta;
  • la tipologia di interventi.

Dopo che l’Agenzia delle Entrate avrà ricevuto la comunicazione, l’istituto dovrà confermare l’acquisto del credito e procederà, quindi, a liquidare l’ammontare previsto a favore del titolare dei lavori.

Leggi anche La cessione del credito: come evitare le truffe?

Come funziona lo sconto in fattura

Con lo sconto in fattura, l’impresa che esegue i lavori applica sulla propria fattura la percentuale di detrazione. Sconta, così, al cliente la somma. In questo caso, quindi, sarà proprio l’impresa a essere titolare della detrazione stessa (e non il cliente).

Anche per questa tipologia di detrazione è obbligatoria la comunicazione del commercialista all’Agenzia delle Entrate.

Successivamente, l’impresa potrà scegliere se portare il credito in detrazione sulla propria dichiarazione dei redditi o, in alternativa, se cederlo a sua volta ad un istituto di credito.

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