REPower Eu e il fotovoltaico obbligatorio entro il 2026

30, Mag 2022 | Efficienza energetica, NEWS DAL MONDO SUNCITY

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Sarà discusso oggi e domani, il 30 e 31 maggio, a Bruxelles il Piano REPower Eu, che tra le misure prevede anche l’obbligo per gli Stati membri di installare entro il 2026 pannelli fotovoltaici su tutti i tetti con una superficie maggiore di 250m², sugli edifici pubblici entro il 2027 e, a partire dal 2029, l’estensione dell’obbligo a tutti i nuovi edifici residenziali, che la Commissione Europea ha presentato, lo scorso 18 maggio, per contrastare gli effetti del conflitto scoppiato in Ucraina e ridurre l’indipendenza energetica dal gas russo e per accelerare la transizione verde.

L’obiettivo: azzerare entro il 2027 i 155 miliardi di metri cubi di gas che l’Europa importa dalla Russia, grazie ad uno stanziamento di trecento miliardi di euro di cui 72 miliardi in sovvenzioni e 225 miliardi in prestiti, puntando a realizzare questa ambizione attraverso il risparmio energetico, la diversificazione dell’approvvigionamento energetico e una più rapida diffusione delle energie rinnovabili per sostituire i combustibili fossili nelle case, nell’industria e nella generazione di energia elettrica.

Per l’Italia ciò significa sostituire circa 30 miliardi di metri cubi di gas che importiamo, il 45% circa del consumo totale annuo.

ll nodo dei combustibili fossili

Con i fondi di REPower Eu, gli Stati membri possono finanziare anche le infrastrutture di approvvigionamento di petrolio e gas, ponendo di fatto una deroga al “Do No Significant Harm” (DNSH) il principio ambientale fondamentale per il Green Deal, e all’obiettivo della transizione digitale. Come spiegato da fonti UE, i circa 225 miliardi di euro di prestiti non utilizzati della Recovery and Resilience Facility (RRF) che la Commissione intende ridistribuire tra i 27 Stati membri per attuare gli obiettivi del piano REPowerEu, possono essere effettivamente utilizzati per tutti i capitoli di spesa dei piani nazionali, e non solo per realizzare l’obiettivo dell’indipendenza dall’energia russa.

In Italia, 60 miliardi di metri cubi di gas dovrebbero essere importati da diversi paesi fornitori sotto forma di gas naturale liquefatto (GNL) ma ciò comporta l’urgenza di nuovi investimenti in terminali di rigassificazione e del potenziamento dei gasdotti esistenti, con tempi non immediati di realizzazione.  30 miliardi di metri cubi di gas saranno ottenuti tenendo aperte, e quindi utilizzando, centrali a carbone e nucleari già destinate alla chiusura.

Risparmio energetico

Il risparmio energetico è il modo più rapido ed economico di far fronte all’attuale crisi energetica e far diminuire le bollette. Con REPower Eu a Commissione propone di rafforzare le misure di efficienza energetica a lungo termine, tra cui un aumento dal 9% al 13% dell‘obiettivo vincolante di efficienza energetica fissato nell’ambito del pacchetto legislativo “Pronti per il 55%” (Fit for 55) connesso al Green Deal europeo.

Gli Stati membri sono inoltre invitati ad applicare misure fiscali per favorire il risparmio energetico, come aliquote IVA ridotte sui sistemi di riscaldamento efficienti, l’isolamento degli edifici e gli apparecchi e i prodotti efficienti sotto il profilo energetico. La Commissione definisce inoltre misure di emergenza in caso di grave interruzione dell’approvvigionamento e pubblicherà orientamenti sui criteri di priorità per i clienti, oltre ad agevolare l’elaborazione di un piano di riduzione della domanda coordinato a livello dell’UE.

Accelerare la diffusione delle energie rinnovabili

Una massiccia espansione e accelerazione delle energie rinnovabili nella generazione di energia elettrica, nell’industria, nell’edilizia e nei trasporti ci consentirà di conseguire l’indipendenza più in fretta, darà impulso alla transizione verde e abbasserà i prezzi nel tempo. Con REPower Eu a Commissione propone di aumentare dal 40% al 45% l’obiettivo principale per il 2030 per le rinnovabili (per il mix elettrico italiano significa raggiungere l’80% di rinnovabile partendo dall’attuale 35%) nell’ambito del pacchetto “Fit for 55%”. Questa maggiore ambizione generale getterà le basi per altre iniziative, tra cui:

  • una strategia dell’UE per l’energia solare volta a raddoppiare la capacità solare fotovoltaica entro il 2025 e installare 600 GW entro il 2030; un’iniziativa per i pannelli solari sui tetti con l’introduzione graduale di un obbligo giuridico di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali; si tratta di una proposta (European Solar Rooftops Intiative) che vuole facilitare e accelerare l’installazione di nuove capacità rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, e lo sviluppo di forme di autoconsumo come le comunità energetiche.
  • una raccomandazione della Commissione per affrontare la lentezza e la complessità delle procedure di autorizzazione per i grandi progetti in materia di rinnovabili e una modifica mirata della direttiva sulle energie rinnovabili affinché queste ultime siano riconosciute come interesse pubblico prevalente. Gli Stati membri dovranno inoltre predisporre una mappatura del territorio nazionale, designando delle “aree idonee” alle fonti rinnovabili (renewables go-to areas), entro le quali l’amministrazione competente assicurerà per le proposte di nuovi impianti una valutazione d’impatto ambientale preventiva. Per agevolare la rapida individuazione di tali zone, la Commissione mette a disposizione serie di dati sulle zone sensibili dal punto di vista ambientale nell’ambito del suo strumento di mappatura digitale dei dati geografici relativi all’energia, all’industria e alle infrastrutture;

Efficienza energetica e idrogeno verde

Ulteriori 37 miliardi di metri cubi di gas verranno rimpiazzati con il risparmio energetico portando il target di riduzione dell’utilizzo di energia dal 9 al 13% del totale consumo. Questo provvedimento interesserà prevalentemente le abitazioni, soprattutto quelle costruite fra gli anni 50 e 80 del secolo scorso, per le quali è anche prevista l’installazione di 10 milioni di pompe di calore in sostituzione del tradizionale riscaldamento a gas.

REPower Eu prevede anche l’aumento della produzione di idrogeno verde rispetto a quanto già previsto dal pacchetto “Fit for 55” del luglio 2021 dovrebbe infine sostituire ulteriori 27 miliardi di metri cubi di gas con la definizione di un obiettivo di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotto internamente e 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile importato entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nei trasporti e nei settori industriali difficili da decarbonizzare. Per stimolare il mercato dell’idrogeno i colegislatori dovrebbero concordare obiettivi secondari più ambiziosi per settori specifici. Sono inoltre in pubblicazione due atti delegati della Commissione sulla definizione e la produzione di idrogeno rinnovabile per garantire che quest’ultima porti alla decarbonizzazione netta. Per accelerare i progetti connessi all’idrogeno, sono stati stanziati finanziamenti supplementari pari a 200 milioni di € a favore della ricerca e la Commissione si impegna a completare la valutazione dei primi importanti progetti di comune interesse europeo entro l’estate;

Vi è infine un piano di azione per il biometano, che definisce strumenti tra cui un nuovo partenariato industriale per il biometano e incentivi finanziari per portare la produzione a 35 miliardi di metri cubi entro il 2030, anche attraverso la politica agricola comune.

Con l’aumento del fotovoltaico e delle produzioni solari, eoliche e di biometano che ne deriveranno, rispetto a quanto già previsto dai target vigenti, entro il 2027 si stima verranno sostituiti 38 miliardi di metri cubi di gas.

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