L’Italia e la transizione energetica: più gas dall’Africa, e le rinnovabili?

26, Apr 2022 | NEWS DAL MONDO SUNCITY, Efficienza energetica

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La transizione energetica in Italia sembra voler scrivere un altro capitolo, in cui la dipendenza dal gas russo sarà sostituita con la dipendenza dal gas di altri Paesi. Ne è prova l’impegno del Governo italiano ad intensificare la collaborazione con Angola e Congo in qualità di Paesi esportatori di gas verso l’Italia al fine di differenziare le fonti di approvvigionamento di gas e di ridurre la dipendenza energetica dalle forniture russe.

Il 20  e 21 aprile il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, insieme al Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, e all’Amministratore Delegato di ENI, Claudio Descalzi, si sono recati in missione in Angola e Repubblica del Congo dove, si legge in una nota pubblicata da Eni, hanno firmato oggi una lettera d’intenti per l’aumento della produzione e dell’export di gas. L’accordo prevede l’accelerazione e l’aumento la produzione di gas in Congo, in primis tramite lo sviluppo di un progetto di gas naturale liquefatto (GNL) con avvio previsto nel 2023 e capacità a regime di oltre 3 milioni di tonnellate/anno (oltre 4,5 miliardi di metri cubi / anno). L’export di GNL permetterà di valorizzare la produzione di gas eccedente i la domanda interna congolese. Per quanto riguarda l’Angola, non ci sono invece ancora cifre precise, ma anche in quella sede è stata firmata una dichiarazione di intenti nel settore del gas naturale, per aumentare l’export verso l’Italia e favorire progetti congiunti per la de-carbonizzazione e transizione energetica dell’Angola.

Il gas dei giacimenti angolani e congolesi arriverà in Italia sotto forma di Gnl, gas naturale liquefatto, e proprio per questo il Governo italiano ha in programma di aumentare il numero di rigassificatori, che in Italia attualmente sono tre. ll ministro della Transizione ecologica Cingolani intervistato dalla Stampa, ha parlato di una temporanea aggiunta di alcune unità: “Ne aggiungeremo un paio che saranno galleggianti, perché non devono rimanere per sempre”, ha sottolineato. Riguardo agli sforzi del governo per l‘indipendenza dal gas russo, Cingolani sembra caldeggiare l’abbandono completo della fornitura russa di Gazprom, che l’anno scorso ha garantito oltre 29 miliardi di metri cubi di metano al nostro Paese. “Secondo me, a breve dovremmo interrompere per una questione anche etica la fornitura di gas dalla Russia”, ha commentato Cingolani, sostenendo che l’Italia possa slacciarsi quasi completamente da Mosca in 18 mesi. “Entro il secondo semestre dell’anno prossimo potremo cominciare veramente ad avere una quasi totale indipendenza”, ha dichiarato il Ministro. “Prevediamo di arrivare a circa due terzi di quello che ci serve già nelle prossime settimane”, ha aggiunto.

E sulle rinnovabili? Cingolani ha affermato “si continuerà ad accelerare sulle rinnovabili e sulle altre fonti“, ma sui nuovi progetti che potrebbero comportare un risparmio di 3 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, manca chiarezza. «Ormai è pensiero comune che le rinnovabili hanno bisogno una decisa spinta per essere diffuse al livello che la gravità della situazione, per la guerra in Ucraina e la crisi climatica, impone e ciò può essere fatto con efficacia con un serio e reale sblocco dei processi autorizzativi. – afferma il Presidente del Coordinamento Free, Livio de Santoli, commentando la manifestazione del 22 aprile, in occasione dell’Earth Day, i del Comitato Cittadini per l’Italia rinnovabile che si è svolta sotto al Ministero della Cultura a Roma – Le procedure autorizzative sono ancora troppo macchinose, diverse in ogni regione e spesso soggette a discrezionalità assolutamente non comprensibili. È di ieri, infatti, l’inaugurazione del primo parco eolico del Mar Mediterraneo davanti a Taranto che ha concluso un iter di ben quattordici anni dalla presentazione del progetto dovuto all’opposizione della Sopraintendenza di Taranto per motivi paesaggistici. Per risolvere tale questione si è dovuti arrivare davanti al Consiglio di Stato che alla fine ha dato ragione ai propositori dell’impianto affermando che non solo l’impianto non lede il paesaggio, ma addirittura lo migliora».

Per risolvere strutturalmente l’emergenza energetica Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità Futura, nell’intervista rilasciata a Fabio Bogo su Il Foglio, ha spiegato la necessità di nominare un Commissario straordinario per l’emergenza energetica affinché rilasci le necessarie autorizzazioni per installare 60 GW di impianti rinnovabili nei prossimi 3 anni per favorire la transizione energetica. Nell’articolo, Re Rebaudengo approfondisce anche alcuni dei ritardi normativi che da tempo ostacolano il passaggio verso le rinnovabili in Italia.

«Ci sono segnali incoraggianti, come il fotovoltaico nei centri storici e la prevista nomina di commissario straordinario per lo sviluppo delle rinnovabili, ma occorre proprio ora fare di più. Approvazione o diniego delle autorizzazioni degli impianti a fonti rinnovabili devono essere dati con celerità e certezze come accade all’estero e le autorizzazioni non devono sottostare a veti se non riguardano aree vincolate. In Scozia dove si produce il 97% dell’elettricità consumata da fonti rinnovabili e dove l’eolico conta per 71% (fonte: Scottish Renewables) sono sufficienti poche settimane per avere un si o un no a un impianto. E non si può dire che il paesaggio scozzese non sia di pregio. Ci vuole un atteggiamento coerente per rispondere a sfide come quella della riduzione dei prezzi in bolletta e del clima altrimenti non si ha a cuore il futuro dell’Italia» conclude Livio de Santoli.

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SunCity

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