Agrivoltaico, agro energie, rinnovabili e Decreto Legge Aiuti: le novità

13, Mag 2022 | Efficienza energetica, NEWS DAL MONDO SUNCITY

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Il Decreto Legge Aiuti, approvato dal Consiglio dei Ministri ad inizio maggio, per affrontare il caro energia e l’impatto della guerra in Ucraina sull’economia ha previsto interventi anche a favore dell’agrivoltaico e per promuovere lo sviluppo delle agro energie, coerentemente con le misure del PNRR (parco agrisolare, agrovoltaico e biometano). Sono stati stanziati 180 milioni di euro per la garanzia Ismea e 20 milioni per il Fondo per lo sviluppo delle filiere agricole, oltre al sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili e a ridurre il costo dei carburanti.

Dalla nota del Mipaaf emerge come, per quanto riguarda le garanzie sui mutui in favore delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, grazie all’intervento da 180 milioni di euro, sarà consentito di accedere alla garanzia diretta di Ismea con copertura al 100 percento per nuovi finanziamenti, purché si preveda l’inizio del rimborso del capitale non prima di 24 mesi dalla erogazione e abbia una durata fino a 120 mesi e un importo non superiore al 100 per cento dell’ammontare complessivo dei costi e comunque non superiore a 35 mila euro per quelle che hanno registrato un incremento dei costi per energia, per carburanti o materie prime nel corso del 2022.

A sostegno delle aziende agricole che devono far fronte ai danni economici causati dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni contro la Russia, è stato rifinanziato il “Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura” presso il Ministero delle Politiche agricole per ulteriori 20 milioni di euro, che erogherà contributi alle imprese che hanno subito pregiudizi economici a causa della contrazione della domanda, dell’interruzione di contratti e della crisi delle catene di approvvigionamento.

Per accelerare sul capitolo delle agro energie, perseguire gli obiettivi di transizione ecologica e offrire nuove possibilità alle imprese per contrastare l’aumento dei costi dell’energia, nel Decreto Legge Aiuti è stato concesso per il settore agricolo l’incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per realizzare impianti fotovoltaici sui tetti delle proprie strutture produttive aventi potenza eccedente il consumo medio annuo di energia elettrica, compreso quello familiare e la vendita in rete dell’energia elettrica prodotta.

Il Decreto legge favorisce così l’autoapprovvigionamento energetico aziendale e rende disponibile una fonte di reddito aggiuntiva per le aziende agricole. Il tutto nell’ambito delle opportunità del PNRR, che ha indicato con chiarezza quali siano per i territori agricoli gli ambiti di investimento: sviluppo agrivoltaico, logistica per il settore agroalimentare, biometano, reti immateriali ultraveloci e tecnologia.

Lo sviluppo dei sistemi agrovoltaici, che consentono di produrre energia elettrica da fotovoltaico e, al tempo stesso, di coltivare i terreni, ha un ruolo cruciale nel percorso di decarbonizzazione del Paese le cui tappe fondamentali sono scandite al 2030 e al 2050. Il Mipaaf ha firmato il 25 marzo scorso, il Decreto che dà via al bando per il Parco agrisolare: 1 miliardo e mezzo di euro è stato stanziato a favore di imprese agricole, agroindustriali e coltivatori diretti per installare pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici e rimuovere l’amianto. Il 40% delle risorse è riservato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Obiettivo della misura – si legge nella nota del Ministero- è sostenere gli investimenti per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, escludendo totalmente il consumo di suolo, tramite l’erogazione di un contributo che potrà coprire anche i costi di riqualificazione e ammodernamento delle strutture, con la rimozione dell’eternit e amianto sui tetti (ove presente) e/o migliorando coibentazione e areazione, anche al fine di contribuire al benessere degli animali. Si dà cosi avvio alla diversificazione delle fonti energetiche, spingendo sulle rinnovabili, che rappresentano un elemento centrale per ridurre i costi dell’energia sostenuti dalle aziende del settore. Il target finale da raggiungere è l’installazione di pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva pari a 375.000 kW, contribuendo così ad aumentare la sostenibilità, la resilienza, la transizione verde e l’efficienza energetica del settore.

Secondo Legambiente, la produzione di energia portata dall’agrivoltaico può rappresentare un aiuto concreto per gli agricoltori, senza mettere in competizione lo spazio per la produzione di cibo con quello per la produzione energetica. Ne danno ampiamente prova casi concreti – spiega l’associazione in una nota-, non solo nel nostro Paese, “che dimostrano anche come l’ombra generata dai moduli fotovoltaici sul suolo non riduca la resa agricola. Il dubbio principale che emerge in merito all’agrivoltaico è, infatti, quello relativo all’eventuale perdita di produttività delle piante, dovuta alla minor illuminazione del suolo. Ma l’esperienza insegna che per alcune specie non vi è alcun impatto, mentre per altre può esservi addirittura un incremento di produzione. Si è studiato, infatti, come l’ambiente sotto i pannelli sia più fresco d’estate riducendo i tassi di evaporazione nella stagione calda e provocando meno stress alle piante“.

Tra le obiezioni all’agrivoltaico, vi è anche l’idea che per raggiungere gli obiettivi climatici europei siano sufficienti tetti e coperture. È falso. “Il raggiungimento degli obiettivi climaticicommenta Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente – passerà dalla quantità di fonti rinnovabili che riusciremo a installare nei territori. Il maggior contributo deve arrivare proprio da solare e eolico, con tassi di installazione decisamente superiori a quelli attuali. Molti studi dimostrano come tetti, coperture e superfici marginali non siano assolutamente sufficienti al raggiungimento di tali numeri entro scadenze coerenti con i target europei. Per questo sarà necessario utilizzare anche altre superfici, come quelle agricole, coniugando il lavoro agricolo con quello energetico”.

Secondo le stime di Legambiente, Greenpeace, Italia solare e Wwf, per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del fotovoltaico servono 80 GW di installazioni: almeno il 30% circa da realizzare su tetti e terreni industriali o contaminati, la parte restante su 50-70.000 ettari di terreni agricoli, pari allo 0,4-0,6% della superficie agricola utile (SAU).

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