Con la nuova bozza (10 novembre 2021) di disegno di legge di Bilancio per il 2022, in arrivo in Senato, è cambiato il quadro delle proroghe delle detrazioni edilizie fortemente attese da imprese e contribuenti: nel dettaglio, si legge nel comunicato del Governo, gli incentivi per le ristrutturazioni al 50% e per l’ecobonus al 65% e le relative maggiorazioni sono prorogati fino al 31 dicembre 2024 alle stesse aliquote. Confermata, rispetto alla prima versione del ddl di bilancio, la proroga della cessione del credito e dello sconto in fattura anche per il Superbonus 110% che è esteso al 2023 per i condomini e gli IACP, con riduzione al 70% nel 2024 ed al 65% nel 2025 (della proroga del Superbonus 110% fino al 2023 potete leggere tutto qui.) Per le altre abitazioni, la super detrazione al 110% è prolungata per il secondo semestre del 2022 per le abitazioni principali di persone fisiche con la previsione di un tetto Isee a 25mila euro annui. Il bonus facciate, infine, è confermato anche nel 2023 con una percentuale agevolata pari al 60%.

Ma c’è un altro passaggio del disegno di legge di Bilancio che è destinato ad avere un impatto fortissimo sul mercato dell’edilizia per i prossimi mesi: il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali.
In particolare, il decreto punta a scongiurare gli imbrogli relativi alle detrazioni e cessioni di crediti per lavori edilizi ed estende l’obbligo del visto di conformità, previsto ora per la cessione del credito o lo sconto in fattura, anche nel caso in cui il Superbonus 110% venga utilizzato dal beneficiario in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, tranne quando la dichiarazione stessa sia presentata direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta. L’obbligo per il visto di conformità viene inoltre esteso anche in caso di cessione del credito o sconto in fattura relativi alle detrazioni fiscali per lavori edilizi diversi da quelli che danno diritto al Superbonus 110%”.
L’Agenzia delle Entrate, inoltre, può sospendere fino a 30 giorni l’efficacia delle comunicazioni su cessioni del credito o su sconti in fattura inviate alla stessa Agenzia che presentano particolari profili di rischio, ai fini del relativo controllo preventivo.

Tornando allo sconto in fattura e alla cessione del credito, la notizia positiva, se il testo dovesse rimanere quello del 10 novembre (ricordiamo che la Legge di Bilancio finale, quella che sarà in vigore dal 1° gennaio 2022, andrà approvata in via definitiva da entrambi i rami del Parlamento), è che c’è tempo fino al 2024 per accedere a sconto in fattura e cessione del credito, anche per gli interventi che non ricadono nel raggio del Superbonus.

Su questo tema le associazioni che rappresentano l’energia rinnovabile avevano infatti espresso la loro preoccupazione. In una lettera al Ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani, al Ministro per lo sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, al Ministro per l’economia e la finanza, Daniele Franco e ai membri delle Commissioni competenti di Camera e Senato, Italia Solare aveva sottolineato l’importanza di mantenere la cessione del credito e lo sconto in fattura per il Superbonus 110% e le detrazioni fiscali.
“Le detrazioni fiscali vigenti in Italia (con particolare riferimento a Superbonus, 65% e 50%) – si legge nella lettera – hanno creato il presupposto per un volano all’economia nazionale. Questo è avvenuto in particolar modo a partire da giugno 2021 quando sono entrate in vigore le semplificazioni inerenti il Superbonus”.
Il mercato sta vivendo una situazione di forte congestione dovuta alla scarsità di materiali e componenti; pertanto – secondo Italia Solare – un’interruzione anzitempo dei meccanismi che danno supporto finanziario al mercato (in particolar modo lo sconto in fattura e la cessione del credito d’imposta) andrebbe oltremodo a penalizzare i settori coinvolti e che da pochi mesi stanno veramente iniziando a operare (con particolare riferimento ai comparti dell’edilizia, serramenti, termico ed elettrico).
“Per questo – sottolinea l’Associazione – riteniamo che sia fondamentale, in parallelo all’estensione e alla stabilizzazione al 2024 delle detrazioni per le ristrutturazioni e l’ecobonus, mantenere sino a tale data anche la cessione del credito d’imposta e lo sconto in fattura”. Tali meccanismi infatti non alterano le dinamiche di prezzo in quanto mantengono una quota di costo a carico del contribuente, ma danno ai cittadini quel supporto finanziario che è necessario per la scelta dell’investimento.
Per lo sviluppo di una edilizia sostenibile – conclude la lettera – non è sufficiente fare provvedimenti di grande impatto a breve periodo, ma servono anche provvedimenti che a regime consentano l’esecuzione degli interventi a costi semplicemente sostenibili e questo sarà possibile solo con l’estensione dello sconto in fattura e della cessione del credito d’imposta per l’ecobonus e ristrutturazione/fotovoltaico.

Sarebbero state soprattutto le piccole imprese infatti a soffrire del depotenziamento dello strumento, lasciando nuovamente nell’incertezza aziende, tecnici e privati cittadini che avevano iniziato a pianificare i lavori di efficientamento energetico dopo un lungo periodo passato a risolvere le complicazioni burocratiche.

Secondo il Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) il pacchetto detrazioni fiscali si è rivelata negli anni come una delle politiche più efficaci nel nostro Paese, che ha consentito di realizzare, nel solo periodo 2014-2019, risparmi energetici cumulati di 8 Mtep, quasi metà del risultato prodotto da tutte le politiche dedicate all’ efficienza energetica e valore confrontabile con quanto necessario da qui al 2030.
Risultato simile per il Superbonus con benefici economici diretti legati all’emersione dal nero delle imprese e all’aumento del reddito complessivo generato nella filiera delle costruzioni, oltre alle evidenti ricadute ambientali e sociali, secondo quanto riportato da numerosi studi. Secondo Open Economics e Luiss Business School a fronte di un aumento della spesa per edilizia abitativa pari a 8,75 miliardi nel triennio 2020-2022, si registrerebbe un incremento del valore aggiunto complessivo per il Paese di 16,64 miliardi.
Su queste basi il Coordinamento FREE ha proposto alcune modifiche alle misure del pacchetto detrazioni, sostenendo anch’esso la necessità di dare continuità a cessione del credito e sconto in fattura in modo che rimangano disponibili per tutte le misure del pacchetto, in quanto “principale strumento di garanzia dell’efficacia delle misure stesse alle quali andrebbe assicurata continuità per almeno cinque anni premiando gli interventi più meritevoli in termini di decarbonizzazione.
Per quanto riguarda la conferma del tetto ISEE a 25 mila euro per il Superbonus villette, l’associazione sottolinea inoltre l’importanza di togliere il limite di reddito sul superbonus sulle le abitazioni singole, poiché “crea una disparità di trattamento con i condomìni; ipotizzando semmai criteri di accesso più stringenti del salto di due classi”.

Si tratta di “un’occasione unica di coniugare crescita, obiettivi di risparmio, sostenibilità, comfort e salubrità degli edifici, qualificazione degli operatori, occupazione, che sarebbe un peccato sacrificare sulla base del conto economico di breve periodo, quando l’analisi di medio periodo mostra indicatori economici ed energetici positivi. Governo e Parlamento possono cogliere questa opportunità nell’interesse di cittadini e imprese” conclude FREE.

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