La corsa agli aumenti tariffari dell’elettricità e del gas sembra non avere fine. Una situazione che sta mettendo in difficoltà molte aziende indipendentemente dalla dimensione e famiglie. In occasione della presentazione del Bilancio di sostenibilità di Milano, Renato Mazzoncini, l’AD di A2A, di cui il Gruppo abruzzese SunCity, è Business Partner, ha affrontato il tema del maxi rincaro delle bollette energetiche constatando come sulle rinnovabili “sia ancora tanta la strada da fare” dato che si parla di +40%: è l’aumento previsto per le bollette di luce e gas che gli italiani riceveranno a partire dal prossimo trimestre. L’allarme rincaro lanciato la settimana scorsa dal Ministro della Transizione Cingolani ha messo in luce tutte le difficoltà del sistema energetico italiano e soprattutto ha evidenziato l’urgenza di accelerare sulla transizione energetica. A dichiararlo ai microfoni di “Teleborsa” Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A.I rincari – ha dichiarato il manager a latere della presentazione del quinto Bilancio di sostenibilità della Città di Milano – sono legati principalmente all’incremento del costo delle cosiddette commodities, gas e olio combustibile. Ciò dimostra che abbiamo ancora tanta strada importante da fare sulle rinnovabili. Se il costo dell’energia è ancora così condizionato dalle fonti fossili, evidentemente bisogna accelerare la transizione”. Un altro fattore che contribuisce ad appesantire le bollette è anche l’incremento crescente del costo dell’anidride carbonica: “È la ragione per cui nel Piano A2A è previsto un dimezzamento della produzione di CO2 per Kw/ora”, ha spiegato Renato Mazzoncini.

Al momento il Governo italiano è al lavoro per un piano d’emergenza contro i rincari attesi. Come già ricordato, nella Legge di Bilancio 2022 sono previsti  3,8 miliardi contro il caro bollette, che aiuteranno a rispondere all’emergenza degli aumenti, anche se la strada da seguire deve essere quella di aumentare gli investimenti in rinnovabili in modo da dipendere meno dall’estero per gli approvvigionamenti energetici.

Per l’AD di A2A, nonostante sia ragionevole ipotizzare che nel prossimo futuro il prezzo di gas e petrolio tenderà ad abbassarsi, il sistema energetico italiano ha bisogno di ridurre la propria dipendenza dai combustili fossili. “Più crescono le rinnovabili, meno diventano importanti gas metano e petrolio – ha detto Renato Mazzoncini, che poi ha aggiunto – Quello che dobbiamo fare è innanzitutto risolvere i problemi di autorizzazioni e permessi, che al momento stanno bloccando lo sviluppo”. Ostacoli da rimuovere velocemente: “Le aziende come la nostra oggi sono pronte a decuplicare la velocità di installazione delle rinnovabili in Italia, che è quello che serve per arrivare al famoso “fit 55” al 2030, e cioè al 55% dell’energia elettrica rinnovabile al 2030”. Una volta raggiunta la “certezza dei tempi degli iter amministrativi”, per decarbonizzare sarà fondamentale uno shift dal metano all’elettrico. Un passaggio che, conclude Renato Mazzoncini, “richiede un investimento di 1 miliardo e mezzo di euro nei prossimi 10 anni per raddoppiare la potenza elettrica”.

“Aumenta la domanda e salgono i prezzi delle materie prime che oggi servono a produrre quell’energia. Gli aumenti dipendono per l’80% da incrementi nei prezzi del gas e solo per il 20% da CO2. Ciò che è importante è capire che siamo in una transizione. In un processo con una road map, un percorso che dobbiamo seguire per ottenere il duplice effetto di avere energia a costi gestibili e nello stesso tempo da fonti rinnovabili come il sole, il vento, di cui peraltro disponiamo in quantità, a differenza di petrolio e gas. Se ci impegniamo sugli obiettivi che ci siamo dati come Europa e come Italia, e cioè arrivare al 70% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030, potremo sganciarci dalle forniture di altri Paesi” aveva sostenuto Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità Futura.

C’è da ricordare inoltre che le energie rinnovabili stanno già posizionandosi sotto i costi operativi delle centrali a carbone esistenti. L’ultimo decennio (2010 – 2020) ha rappresentato un periodo storico importante per l’elettricità verde, che da energia costosa di nicchia è entrata in una competizione testa a testa con i combustibili fossili, grazie ai costi sempre più bassi. Secondo il rapporto sui costi delle rinnovabili dell’agenzia internazionale per l’energia rinnovabile IRENA, 162 GW, cioè il 62%, della fornitura totale di energia elettrica rinnovabile, sono stati prodotti l’anno scorso a un costo inferiore rispetto all’alternativa fossile più competitiva.

Tra le rinnovabili, l’energia solare si trova ancora in prima linea, anche per quanto riguarda la riduzione dei costi delle rinnovabili in termini di valori LCOE (levelized cost of electricity), i costi ovvero totali calcolati per produrre elettricità con una determinata tecnologia. Negli ultimi dieci anni, i prezzi per l’energia solare fotovoltaica si sono ridotti dell’85%, con una riduzione annuale registrata sui costi del 2020 rispetto al 2019 del 7%. Chi ha la possibilità di ricavare energia utile dal sole, installando un impianto fotovoltaico industriale o residenziale (qui il nostro approfondimento), può prospettarsi quindi di ottenere risparmi sostanziosi.

Le 20 Associazioni di Consumatori riconosciute a livello nazionale, facenti parte del CNCU, hanno presentato negli scorsi giorni al Governo, al Mite, al Mise e anticipato ad ARERA un documento per affrontare la gravissima situazione energetica che si è delineata, dai rincari dei prezzi dei prodotti energetici al cambiamento climatico, dalle proposte per accelerare la transizione green alla povertà energetica, fino alla morosità incolpevole.
Le proposte avanzate anche alle Regioni, ai Comuni, alle associazioni delle imprese, dei lavoratori e ambientaliste per contrastare la “gravissima situazione energetica e climatica che si sta delineando per il nostro Paese, per l’Europa, per l’intero Pianeta” sono state elaborate e condivise unitariamente da: Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Associazione utenti dei servizi radiotelevisivi, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro tutela consumatori utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino, Udicon, Unione Nazionale Consumatori.
Il documento delinea lo scenario energetico nazionale e internazionale, concentrandosi sulla crisi dei prezzi energetici, trascinata dalla primavera ed esplosa la scorsa estate, che “reca con sé i segni di una strategia che persevera nell’errore di attardarsi, se non continuare, secondo un modello di sviluppo energivoro, lontano dagli obiettivi dell’Agenda 2030 di una crescita economica e consumi sostenibili”.

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