Crisi energetica: in Italia 90mila imprese sono destinate a chiudere

17, Ott 2022 | Efficienza energetica, NEWS DAL MONDO SUNCITY

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La crisi energetica e il caro energia stanno gravando pesantemente sull’economia degli italiani e delle piccole e medie imprese nel nostro Paese. Sono oltre 90mila le imprese che in Italia rischiano la chiusura entro la metà del 2023, anche a causa delle maxi-bollette in arrivo nei prossimi 12 mesi con una stangata prevista di 11 miliardi di euro. A rivelarlo l’ultima infografica pubblicata dall’Unicusano con cui l’ateneo partenopeo studia le conseguenze dell’embargo deciso dall’Unione Europea a greggio e prodotti dalla Russia in vigore da febbraio 2023.

Il mondo si avvicina alla soglia di deficit di gas naturale, il cui costo, insieme a quello dell’energia, è aumentato di quattro volte in un anno, costringendo i Governi a ricorrere a soluzioni drastiche che coinvolgono cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni al fine di utilizzare con cautela le rimanenze (ad oggi, al netto di ulteriori scorte di emergenza in arrivo entro ottobre, si contano 900 migliaia di scorte di gas globali fino a fine anno) e fronteggiare possibili interruzioni dell’approvvigionamento. Da un grado e un’ora in meno di riscaldamento al giorno a veri e propri lockdown energetici; come in Italia dove, secondo quanto riportato nel Piano nazionale di contenimento dei consumi di Gas naturale, dal prossimo autunno i termosifoni verranno accesi con 15 giorni di ritardo rispetto ai periodi standard, con una media di 19 gradi per uffici pubblici, luoghi di ritrovo e abitazioni.

É proprio l’embargo dell’UE sulle importazioni di greggio e prodotti dalla Russia (in vigore a pieno titolo dal febbraio del 2023) a preoccupare le famiglie italiane, che temono per il 16% un taglio delle forniture. Sempre l’analisi di Unicusano contenuta nell’infografica evidenzia come una famiglia su quattro sia psicologicamente preparata a una diminuzione del proprio reddito, mentre il 34% teme un inasprimento delle ripercussioni su bollette, carburanti e inflazione. Lo studio dell’Unicusano, infatti, rivela come la spesa media di una famiglia salirà a 771 euro, per riempire il frigo costerà il 10% in più a prodotto acquistato. Inoltre fra luce e gas le famiglie arriveranno a spendere fra i 1.990 e i 3.667 euro entro il 2023. La principale fonte di preoccupazione degli italiani, dunque, è il contraccolpo economico non solo personale, ma dell’intera nazione.

La soluzione alla crisi energetica sono le rinnovabili 

Ma la decisione di Bruxelles non colpirà solo le famiglie, ma anche le aziende italiane, che se fino ad ora hanno sostenuto l’aumento dei costi (solo la spesa in energia è aumentata dal 10% al 20%) senza gravare sul consumatore finale, a breve si troveranno costrette ad un adeguamento dei prezzi.

É chiaro per gli imprenditori tanto quanto per l’Europa intera che la soluzione alla crisi energetica è rappresentata dalle fonti rinnovabili. Sebbene i primi ne siano a conoscenza e auspichino all’attuazione individuale di soluzioni green, più del 38% non ha fissato un termine entro il quale conseguire l’obiettivo di transizione energetica.

Inoltre, il disaccoppiamento tra prezzi del gas e prezzi dell’elettricità potrebbe ridurre il costo dell’elettricità, è necessario però investire sulle fonti rinnovabili come spieghiamo in questo articolo di approfondimento.

Agicap e SunCity, insieme per la crescita delle imprese contro il caro energia

Efficientamento energetico e controllo della liquidità sono gli elementi chiave della strategia che Agicap e SunCity propongono a favore del risparmio energetico.

Se da un lato il Gruppo SunCity offre servizi di efficientamento energetico che rappresentano un’opportunità economica fondamentale per il target delle PMI, dall’altro c’è Agicap che, con il suo software per la gestione del cash flow, consente a queste aziende di monitorare e pianificare la liquidità, facilitando una gestione del business strategica e sostenibile.

In ottica di complementarietà il software di Agicap apporta un significativo valore aggiunto alle formule finanziarie con cui il Gruppo SunCity supporta i progetti di investimento di micro, piccole e medie imprese che stanno intraprendendo la transizione verso modelli di produzione a minore impatto ambientale.

Efficienza energetica al primo posto per l’UE

La riduzione dei consumi e dello spreco di energia hanno un’importanza crescente per Bruxelles. Nel 2018, nell’ambito del pacchetto «Energia pulita per tutti gli europei», è stato fissato un nuovo obiettivo inteso a ridurre il consumo di energia di almeno il 32,5% entro il 2030 che, come scritto sopra, è stato rivisto al 42,5%. Le misure di efficienza energetica rappresentano dunque uno strumento utile non solo per conseguire un approvvigionamento energetico sostenibile, ridurre le emissioni di gas a effetto serra e ridurre i costi delle importazioni, ma anche per migliorare la competitività dell’Unione. L’efficienza energetica costituisce quindi una priorità strategica per l’Unione Europea che promuove il principio «l’efficienza energetica al primo posto».

Sulla base dei nuovi traguardi ambientali dell’UE, sono stati adottati gli investimenti e le riforme in materia di Transizione verde contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, il quale prevede una serie di misure finanziarie per l’efficienza energetica. La maggior parte delle risorse è destinata alla riqualificazione degli edifici e al rafforzamento dell’Ecobonus e del Sismabonus intervenuto con la legge di bilancio 2022.

Sul piano legislativo interno, sono state anche implementate ulteriori misure a sostegno degli investimenti efficienti. Con la legge di bilancio 2022 è stata rafforzata dell’operatività del Fondo nazionale per l’efficienza energetica. Il 6 settembre 2022, il Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha adottato il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale

La Commissione Europea, con il piano RePowerEu prevede di ridurre dell’80% in un anno la dipendenza dai combustibili fossili russi, con l’obiettivo di azzerarla, entro il 2030, ricorrendo alle fonti pulite (energie idroelettrica, eolica, geotermica, fotovoltaico) e al nucleare. Ad oggi, solo in Europa, sono in procinto di essere attivati altri 20 reattori nucleari oltre gli oltre 440 già in funzione in tutto il mondo. Ma l’approvvigionamento globale da fonti rinnovabili rappresenta soltanto il 38%, mentre in Italia è il 27%.

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